mercoledì 10 novembre 2021

Castellammare e la Campania nello spazio....................

 


 

Terza dose, l'annuncio di Speranza: dal 1° dicembre anche per over 40

Il ministro ha annunciato durante il question time alla Camera che la terza dose sarà estesa anche agli over 40 a partire dal 1° dicembre

Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto durante il question time alla Camera per fornire alcune nuove indicazioni sulla somministrazione della terza dose dei vaccini anti-Covid. “Dal 1° di dicembre – ha detto Speranza – nel nostro paese saranno chiamati alla dose aggiuntiva anche le fasce generazionali tra i 40 e i 60 anni”.

Terza dose over 40 dal 1° dicembre

Il ministro ha quindi confermato quanto era stato anticipato nei giorni scorsi da più voci: il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo e il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Si concretizza quindi la possibilità per le persone dai 40 anni in su di ricevere la terza dose di vaccino a partire dal 1° dicembre.

“La terza dose è assolutamente strategica per la campagna vaccinale – ha sottolineato Speranza – siamo all’83,7% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Il richiamo ad oggi è stato offerto 2,4 milioni”.

Inoltre il ministro ha ricordato: “Abbiamo iniziato da immunocompromessi, fragili, sanitari, over 60 e chi ha avuto J&J che possono avere il booster dopo sei mesi”, per poi estendere la terza dose anche ai 40enni.

Ipotesi modifiche al Green pass per i guariti

Speranza ha inoltre parlato dell’ipotesi, valutata dal Governo, di modificare il Green pass delle persone guarite dal Covid: “La durata per i soggetti guariti è di 6 mesi e per i vaccinati di 12 mesi. Il governo intende avviare un percorso di approfondimento per acclarare se vi siano le condizioni per valutare diversamente il certificato verde rilasciato ai guariti”.

lunedì 8 novembre 2021

Cara Delfina.......

 Cara Delfina, ci siamo persi di vista da un po' di tempo, ma non per questo vado contro chi sceglie altre opzioni.... I blog non sono parrocchie e il credo non è l'unico che fa credere.

Quello che segnalavi come rinascita, nel momento che ha trovato un posto di lavoro, ha abbandonato la rinascita per la sua crescita e sicurezza sociale. Penso che oggi il titolare dell'Ass. lavori in banca...... se non fosse così fammelo sapere....

Inoltre, diverse volte. ho chiesto al collezionista col quale collabori adesso di vendermi una copia fotostatica della Voce di stabia  del 1956 dove compaiono due mie poesie in napoletano. La prima dal titolo Mariù e l'altra Canzone. Spero che un tuo intervento presso l'interessato possa sortire la possibilità per me di avere una testimonianza che non riesco più a rintracciare nel mio archivio personale. Se poi dovesse metterle su Internet che me lo faccia sapere... Saluti e un a risentirci....quando vuoi... Gioacchino Ruocco 

Quello che scrivevi perchè aei vera.....

Delfina Ruocco

Delfina Ruocco ha aggiornato il suo stato:

"Mi fa veramente piacere segnalare ai miei concittadini l’ennesima iniziativa dell’Associazione Culturale Myo, ormai nota in città per il rilancio del centro storico di Castellammare di Stabia.

Io sono di periferia, nata e cresciuta al Rione San Marco, ma ciò non toglie che mi senta legata ai rioni antichi, ai quartieri storici dove la nostra Città ha le sue radici.

L’Associazione Culturale Myo da tempo promuove attività culturali e ludiche dirette a suscitare l’interesse di tutti - a partire dai bambini - verso un quartiere dimenticato, mortificato, sottovalutato.

Per il prossimo sabato 26 luglio, l’intero quartiere storico di Santa Caterina è stato mobilitato per la manifestazione “Santa Caterina Quartiere Aperto”, con addobbi ai portoni e ai balconi, l’abbellimento dei portali degli antichi palazzi, animazioni in strada, stands per l’esposizione dei lavori di artisti stabiesi emergenti, mercatino di prodotti artigianali, degustazione di prodotti tipici, madonnari, la Tamorra dei Monti Lattari, la posteggia del Centro Antico, visite guidate alla Strada di Santa Caterina a cura dei bambini del rione… e non so quant’altro!

Sarebbe bello che tutti noi stabiesi (a anche non) partecipassimo a questa bellissima iniziativa, non fosse altro perché la cronaca sia invogliata a interessarsi di Castellammare per quanto c’è di buono - e viene puntualmente ignorato - a favore di quanto c’è di brutto.

Sabato prossimo, 26 luglio, ritagliatevi un pezzettino di tempo e fate un giretto a Santa Caterina."




Nota a commento Il miracolo di una risposta non è ancora arrivato.  G. Ruocco

domenica 7 novembre 2021

Inizieranno i lavori che permetteranno o che permetterà .....?

Nei prossimi giorni inizieranno i lavori che permetterà nuovamente agli stabiesi di ascoltare i rintocchi dell'orologio più significativo della città."  ?



aca
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Castellammare - Orologio in piazza Cristoforo Colombo, affidati i lavori per rimetterlo in funzione

1134 euro per riascoltare i suggestivi rintocchi della torre di piazza Orologio.

tempo di lettura: 1 min
di sr
05/11/2021 08:37:50

 

Costerà 1134 euro il ripristino dell'orologio di Piazza Cristofoto Colombo, proprio difronte l'ingresso del porto di Castellammare di Stabia e punto d'accesso al cuore del centro antico. L'orologio si trova incastonato nella torre che svetta al centro della piazza ed è uno dei simboli della città stabiese. Da tempo non era più funzionanze e per questo, con una determina dirigenziale con affido diretto, è stato dato mandato ad una ditta Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, di provvedere a rimettere in funzione l'orologio. Nei prossimi giorni inizieranno i lavori che permetterà nuovamente agli stabiesi di ascoltare i rintocchi dell'orologio più significativo della città.......

SARANNO INIZIATI ?  E SE SI QUANDO DURERANNO ?

Nessuno ancora si è scandalizzati  per l'italiano stabiesizzato nella nota riportata.... A quando incomincerà a funzionare ????

Forse ci vorrà un po' di tempo

per recuperare il tempo perduto...... o per ingrassare il meccanismo che senza lauta ricompensa  non so dove lo andrà a cercare..... 


Consegnata la sezione di prua della ISS Jacques Chevallier per Chantiers de l'Atlantique

 Cronaca

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Castellammare - Consegnata la sezione di prua della ISS Jacques Chevallier per Chantiers de l'Atlantique

E' la prima di quattro unità di supporto logistico LSS (Logistic Support Ship) ordinate a Fincantieri

tempo di lettura: 1 min
06/11/2021 12:12:48
 

Si è svolta presso lo stabilimento di Castellammare di Stabia la consegna della sezione di prua di “Jacques Chevallier”, prima di quattro unità di supporto logistico LSS (Logistic Support Ship) ordinate a Fincantieri da Chantiers de l’Atlantique nell’ambito del programma FLOTLOG (“Flotte logistique”).

Il programma FLOTLOG prevede la costruzione di quattro navi di supporto logistico (LSS) per la Marina francese da parte del consorzio temporaneo formato da Chantiers de l’Atlantique e Naval Group nell’ambito del programma italo-francese LSS guidato da OCCAR (Organizzazione per la cooperazione congiunta in materia di armamenti) per conto di DGA, la Direzione generale per gli armamenti francese, e della sua controparte italiana NAVARM.

Il progetto LSS, al pari di quello delle altre unità del programma pluriennale per il rinnovamento della flotta della nostra Marina Militare, è caratterizzato da un altissimo livello di innovazione che rende la nave estremamente flessibile nei diversi profili di utilizzo e con un elevato grado di efficienza.

La LSS coniuga capacità di trasporto e trasferimento ad altre unità navali di carichi liquidi (gasolio, combustibile avio, acqua dolce) e solidi (parti di rispetto, viveri e munizioni). La prima unità, “Vulcano”, è stata consegnata da Fincantieri alla Marina Militare all’inizio del 2021.

sabato 6 novembre 2021

Covid, un gene raddoppia il rischio di morte: nuova scoperta

 Covid, un gene raddoppia il rischio di morte: nuova scoperta

Scoperto il gene che predice chi è più a rischio di morte per il coronavirus: appartiene a gruppi etnici specifici ma altri fattori entrano in gioco

In uno scenario in cui l’epidemia di coronavirus torna a correre in Italia, con l’Oms che parla di “quarta ondata” con un epicentro in Europa, dai ricercatori di Oxford è arrivata una nuova importante scoperta che riguarda i morti per il Covid-19. Stando a quanto dichiarato dagli scienziati, infatti, esiste un gene che indica una possibilità doppia di morire per il coronavirus. Gli studiosi hanno anche indicato quali sono i gruppi portatori di questo gene.

Lo studio è stato pubblicato su “Nature Genetics” da parte del team guidato dai professori James Davies e Jim Hughes dell’MRC Weatherall Institute of Molecular Medicine dell’Università di Oxford.

Covid, qual è il gene che indica chi è più a rischio di morte

Prima di tutto, la ricerca è partita dall’indagare perché alcuni gruppi etnici sono più suscettibili di malattia grave di altri. Così, gli studiosi dell’Università di Oxford hanno infatti identificato un gene specifico che raddoppia il rischio di insufficienza respiratoria da Covid-19.

Covid, forme gravi: un gene stimola l'immunità e non fa correre rischi

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Dei ricercatori dell'Università di Glasgow hanno scoperto che un gene sarebbe capace di prevenire forme gravi di Covid-19

 

Si tratta del gene noto come Lztfl1 e la scoperta apre alla possibilità di ricercare trattamenti specifici per i pazienti con questo gene, anche se nessun farmaco su misura è attualmente disponibile.

Una versione a più alto rischio del gene, stando a quanto hanno spiegato i ricercatori, impedisce alle cellule che rivestono le vie aeree e i polmoni di rispondere correttamente al virus.

Chi è portatore del gene che aumenta il rischio di decessi per Covid

Circa il 60% delle persone sud-asiatiche hanno questa versione del gene, rispetto al 15% di quelle con patrimonio europeo, secondo lo studio pubblicato il 4 novembre.

I risultati possono aiutare a spiegare perché più alti tassi di ospedalizzazione e morte possono essere stati visti in alcune comunità e nel subcontinente indiano.

Ad ogni modo, gli autori hanno sottolineato che il gene non può essere utilizzato come unica spiegazione in quanto molti altri fattori, come le condizioni socioeconomiche, giocano un ruolo. Ad esempio, nonostante un impatto significativo del virus alle persone con ascendenza afro-caraibica, soltanto il 2% porta il genotipo a più alto rischio.

A parità di condizioni, ha spiegato il co-autore principale dello studio James Davies, “se hai il genotipo a rischio più elevato e ti senti molto male con il Covid, c’è un 50% di possibilità che non ti sarebbe successo se avessi avuto il genotipo a rischio più basso”.

VirgilioNotizie | 05-11-2021 21:05

Fonte foto: ANSA

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