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| Granillo |
Una squadra diversamente abile per una salvezza conseguibile.
Al 90° ho tirato un sospiro di sollievo. I tre punti che si sono aggiunti a quelli della settimana scorsa incominciano a dare l’idea che il risultato minimo della salvezza è raggiungibile.
I titoli entusiastici degli articoli fin qui pubblicati non raccontano onestamente l’andamento della partita che i padroni di casa hanno amministrato per tutto il primo tempo con diverse occasioni da goal. Una volta fatte le presentazioni la squadra di casa ha preso in mano la partita e in diverse occasioni si è presenta davanti all’estremo difensore della Juve Stabia in maniera minacciosa anche se il risultato è stato tutto frutto del secondo tempo quando Missiroli ha battutoe Colombi da due passi.
La Reggina pensa a questo punto di avere la partita in mano e ci riprova con De Rose che spara la palla da 30 metri di poco a lato della porta. Quando la Juve Stabia sembra essere senza idee, Braglia inserisce Raimondi al posto di un deludente Zito. La mossa sembra dare i suoi frutti quando il nuovo entrato ci prova con un bolide respinto da Kovacsik in corner. Il pari arriva al 25' per merito di Sau, che, da posizione angolata, infila la porta della Reggina che si rifà sotto al 30' con Ceravolo, che non riesce nell’impresa nonostante Colombi fosse battuto che si renderà responsabile del pasticcio di un pallone non trattenuto che è riescito a risolvere fortunosamente .
Al 42' Raimondi sorprende Kovacsik con un bolide portando il risultato a 2-1 in favoro della Juve Stabia. In fase di recupero altro momento topico ad opera di Adejo che, bontà sua, conclude clamorosamente alto sopra la traversa. Al 50' della ripresa l'arbitro fischia la fine delle ostilità, sancendo la prima vittoria esterna delle vespe in campionato. Un successo che sicuramente darà tono alla squadra che deve incominciare a credere fermamente nelle sue potenzialità individuali e collettive.
L’incontro con la Nocerina sarà la cartina tornasole di questo nuovo assetto che sta dando un volto diversamente abile alla squadra.
Gioacchino Ruocco
TABELLINO
REGGINA (3-4-1-2): Kovacsik; Adejo, Emerson, A.Marino; Colombo (41' s.t. D'Alessandro), Rizzo, De Rose (32' s.t. Ragusa), Rizzato; Missiroli; Campagnacci (22' s.t. Ceravolo), Bonazzoli. All. Breda.
JUVE STABIA (4-4-2). Colombi; Baldanzeddu, Mezavilla, Scognamiglio, Dicuonzo; Erpen, Cazzola, Scozzarella (14' s.t. Danucci), Zito (10' s.t. Raimondi); Danilevicius (32' s.t. Davì), Sau. All. Braglia.
ARBITRO: Gennaro Palazzino di Ciampino
ASSISTENTI: Mauro Vivenzi di Brescia - Romina Santuari di Trento
IV UOMO: Fabio Giallanza di Catania
MARCATORI: 2' Missiroli (R); 25' s.t. Sau (JS), 42' s.t. Raimondi (JS)
AMMONITI: Scozzarella, Mezavilla, Erpen (JS)
NOTE: 0' rec. p.t.; 5' rec. s.t. 4489 spettatori; incasso totale euro 31.872,33
CORNER: 4-7
GLI AVVERSARI.
La
Reggina Calcio, comunemente detta
Reggina venne fondata l'
11 gennaio 1914; fino al
2011 ha disputato 9 stagioni in
Serie A, di cui 7 consecutive. Il miglior piazzamento in massima serie è il decimo posto raggiunto nella
Serie A 2004-2005; tuttavia al termine della
Serie A 2006-2007 la Reggina chiuse all'undicesimo posto con 11 punti di penalizzazione, senza i quali avrebbe chiuso all'ottavo posto finale.
Le origini
La prima società nasce l'
11 gennaio 1914 con il nome di
Unione Sportiva Reggio Calabria, fondata da un gruppo di sessantuno impiegati pubblici. Essi sottoscrissero un atto collettivo, con il quale si impegnavano al versamento annuo di una quota di quindici lire a testa. In quegli anni l'attività calcistica reggina era fortemente radicata, sebbene solo a livello regionale; tra le varie squadre vi erano l'
Ausonia, l'
Audace, la
Giovani Calciatori, la
Garibaldi, la
Girardengo. Nessuna di queste squadre disponeva di un vero e proprio campo sportivo, ed esse (inclusa la Reggina) erano solite disputare i propri incontri presso i cosiddetti "
Campi francesi": dei terreni di gioco in terra battuta, ubicati presso l'attuale zona degli
Ospedali Riuniti e del
rione Modena[3]. Fu solamente nel
1922 che nacque il primo vero stadio: la
Lanterna Rossa, situato nei pressi della
darsena del
porto ed inaugurato nel
1924.
Nel frattempo, nel
1922 la
FIGC aveva ratificato l'esistenza dell'Unione Sportiva Reggio Calabria, che poco dopo assunse la denominazione di
Reggio Foot Ball Club. Il
14 aprile del
1924 (torneo calabro-siculo di
Seconda Divisione), il Reggio Foot Ball Club inaugurò la
Lanterna Rossa sfidando la
Peloro Messina, vincendo
3 a 2
[3]. Nell'
ottobre dello stesso anno, arrivò per la Reggina il titolo regionale. Il colore della casacca, originariamente a righe bianconere, divenne completamente nero: da
Firenze era infatti arrivata una cassetta di quindici divise nere
[3].
Nell'immediato dopoguerra, l'A.S. Reggina viene ammessa per meriti sportivi alla
Serie C 1945-1946. La squadra mantiene la categoria fino al
1951-1952. Nel
1951 la società si rese responsabile di un caso di corruzione: in occasione della trasferta a
Catanzaro, un dirigente della società cercò di corrompere il calciatore
catanzarese Ziletti per indurlo ad agevolare la Reggina. Il tentativo di illecito venne scoperto e la Reggina, penalizzata di ben 17 punti, retrocesse nel campionato di
IV Serie 1952-1953.
Cronistoria
Il colore della maglia della Reggina è l'
amaranto, cioè il colore caratterizzante la città di
Reggio Calabria. Originariamente le maglie erano dapprima a righe bianconere, per un breve periodo (dal
1924) interamente nere, infine definitivamente amaranto
[3].
Il simbolo della Reggina Calcio è composto da un scudo con sfondo amaranto, al cui centro è raffigurata la lettera R stilizzata, con un pallone da calcio che segue le curve della lettera.
Il nome dell'inno della squadra è "Vai Reggina". Il brano è stato scritto e interpretato dal
cantautore reggino Raffaello Di Pietro.
Statistiche di squadra
La Reggina ha disputato 326 partite in
Serie A dal 1999 al 2009, più 4 partite di spareggio retrocessione. Nel dettaglio: 83 vittorie, 107 pareggi e 136 sconfitte (324 gol segnati e 467 gol subiti).