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domenica 17 novembre 2013

Avellino - Juvestabia : 2 / 1 (14 giornata)


Partenio - Avellino
Partita lineare nel suo svolgimento. I padroni di casa fanno, senza mezzi termini, il loro mestiere e al 6 minuto si portano in vantaggio sugli ospiti battendo Calderoni ad opera di Schiavon, ma la reazione della Juve stabia che cerca di giocare la sua partita non riesce nel suo intento anche se crea qualche problema all’Avellino che ritorna al 44 con Castaldo a deporre un altro pallone in porta. 
Solamente all’80 la Juve stabia riesce nell’impresa di mettere un pallone nella rete avversaria, ma l’espulsione di Baraye fa crollare la speranza di un pareggio che sarebbe stato utile almeno ad illudersi ancora nella speranza di una rinascita che si fa sempre meno possibile, meno alla portata di una società che non vuole arrendersi all’evidenza di una sostituzione dell’allenatore che andava già fatta nello scorso campionato.
Gli altri non sono più forti. Gli elementi in campo molte volte si equivalgono. Sono diversamente motivati e stimolati per cui finiscono con l’apparire dei giganti.
A ben guardare la classifica anche i punti raggranellati dai primi, dopo 14 partite, sono pochi. Troviamo molte squadre a pari punti e il distacco tra le prime e l’ultima (Juvestabia) è di solo 20 punti.Il Lanciano che sembrava inarrivabile è al secondo posto. 
In ultimo una salvezza potrebbe essere ancora possibile, ma a spese di chi non è facile da immaginare se la squadra non si stacca dal fondo nelle prossime tre o quattro partite.

AVELLINO (3-5-2): Seculin; Fabbro, Peccarisi, Pisacane; Millesi, D'angelo (dal 1's.t. Massimo), Schiavon, Arini, Bittante; Galabinov, Castaldo (dal 43's.t. Soncin). 
All. M. Rastelli. A disp.: Di Masi, Angiulli, Biancolino, De Vito, Togni, Herrera.

JUVESTABIA (4-3-1-2): Calderoni; Ghiringhelli (dal 39's.t. Martinelli), Lanzaro, Murolo, Vitale; Scozzarella (dal 27's.t. Suciu), Mezavilla, Jidayi (dal 9's.t. Parigini); Baraye; Sowe, Doukara. 
All. P. Braglia.  A disp.: Viotti, Ciancio, Doninelli, Diop, Elefante, Contini.

RETI: Schiavon al 6'p.t., Castaldo al 43'p.t., Suciu al 35's.t.


ARBITRO: Baracani di Firenze
AMMONITI: Fabbro, Schiavon, Castaldo (AV) Lanzaro, Murolo, Scozzarella (JS)
ESPULSI: Baraye per doppia ammonizione, Braglia per proteste.
RECUPERO: 2' e 4'

sabato 9 novembre 2013

Juvestabia - Modena : 1 / 1



Stadio Menti - Castellammare di Stabia



Ancora un pareggio e ancora più forte la convinzione che la squadra sta attraversando una lunga agonia. Bisogna cambiare il santone in quanto Braglia non riesce ad infondere linfa vitale nella malcapitata. Anche se continuassimo a pareggiare i 29 punti che potrebbero sommarsi a i 7 darebbero un esito misero. Occorre realizzare come nel campionato passato dove ogni tanto si vinceva qualche partita, almeno altri 38 punti se vogliono continuare a prendere uno stipendio da serie B. Di questo passo non è facile.

La distanza con la prima in classifica non è siderale. Basterebbero tre quattro miracoli per togliersi dal fondo per prendere coraggio nelle proprie possibilità.

Alle dichiarazioni di Braglia verrebbe voglia di avanspettacolo quando dice “Ci siamo allungati troppo ed abbiamo spento la luce.” Il ragazzino della reclame televisiva cerca invece di allungarsi per arrivare a  prendere quello che vuole. Ma allora lui cosa sta a fare ai bordi dell’area di gioco ? la poteva riaccendere o preoccuparsi di pagare la bolletta prima di scendere in campo o sincerarsi che fosse stata almeno pagata.
Sono due anni che viviamo con il vizio che con la vittoria in pugno ci lasciamo sorprendere e pareggiare, se non perdere addirittura.

I falli, non aiutano a realizzare le ambizioni perché sono convinto che questa squadra ha dall’inizio del campionato dei cattivi maestri che continuano a mandare in campo un morto che cammina alla faccia di tutti, giocatori che dovrebbero svegliarsi per non arrivare alla fine del campionato con il morale a terra per colpa di chi ha il cervello in pensione o dedicato ad altro.

 Tabellino di Juve Stabia-Modena 1-1


Juve Stabia: Calderoni, Ghiringhelli (50' Martinelli), Lanzaro, Murolo, Zampano, Mezavilla, Scozzarella, Baraye, Vitale (66' Ciancio), Sowe (80' Diop), Di Carmine.
A disp.: Branescu, Davì, Doninelli, Di Nunzio, Doukara, Parigini. All.: Braglia

Modena: Pinsoglio, Potenza, Gozzi (63' Salifu), Cionek, Molina, Bianchi (53' Mangni), Dalla Bona, Signori, Manfrin, Mazzarani (77' Rizzo), Babacar.
A disp.: Manfredini, Calapai, Surraco, Nardini, Minarini, Bruno. All.: Novellino.

Arbitro: sig. Candussio di Cervignano. Reti: 10' Vitale (rig.), 73' Mangni


domenica 27 ottobre 2013

JUVESTABIA - EMPOLI : 0 / 2






La quarta sconfitta casalinga nel cuore dei tifosi deve aver segnato il punto di non ritorno quando hanno accompagnato l’uscita della squadra dal campo con fischi e cori di disapprovazione.

Tavano e Mchedlidze hanno bucato la difesa stabiese nella ripresa e l'unica vera occasione da gol per le vespe é arrivata al 90' con Lanzaro che ha colpito la traversa con un colpo di testa sotto misura.

Braglia è tornato ad occupare il suo posto sulla panchina sperando che abbia preso coscienza della sua inutile presenza per i frutti mancati anche se annunciati nella premessa di inizio campionato.

Era impensabile che all'inizio dell'anno l'allenatore accettasse di buon grado un ruolo perdente, ed è impensabile oggi che continui nel suo incarico pur rendendosi conto che la sua presenza non produce risultati positivi.

Il resoconto della partita appena terminata è la cronaca di un’impotenza a contrastare l’avversario nel gioco più stupido del mondo o se volete del mancato impegno di giocatori che tanto fanno per rendersi la vita impossibile per recapitare la palla nella porta avversaria.

Il loro impegno oggi ha prodotto  più cartellini gialli che gioco, più scorrettezze che concretezza nel portare a destinazione la palla.

Qualche collega finalmente incomincia a prendere coscienza e scrive che “Trovare una via d'uscita dalla crisi che attanaglia i gialloblù è impresa davvero ardua, la Lega Pro adesso è più vicina che mai.” Finalmente!


TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-2): Calderoni; Lanzaro, Contini (29' s.t. Baraye), Murolo; Ghiringhelli, Scozzarella (29' p.t. Doninelli), Mezavilla, Suciu (9' s.t. Davì), Vitale; Sowe, Di Carmine. All. Braglia.

EMPOLI (4-3-1-2): Bassi; Laurini, Tonelli, Rugani, Hysaj; Moro, Valdifiori, Croce; Pucciarelli (34' s.t. Verdi); Tavano (29' s.t. Mchedlidze), Maccarone (44' s.t. castiglia). All. Sarri.

ARBITRO: Angelo Cervellera di Taranto

ASSISTENTI: Massimo Melloni di Modena - Valentino Paiusco di Vicenza


IV UOMO: Eugenio Abbattista di Molfetta

MARCATORI: 10' s.t. Tavano; 33' s.t. Mchedlidze

AMMONITI: Vitale, Murolo, Contini (JS); Hysaj, Castiglia (E)


CORNER: 4 - 1

domenica 2 settembre 2012

BRESCIA - JUVE STABIA : 2 - 0



Ancora zero punti. Due incontri, due delusioni. Pur mostrando di avere l’idea di non soccombere il risultato che arriva al 90°  proprio questo.


Una seconda sconfitta che deve portare quanto prima ad soluzione nel breve periodo. Anche un pareggio poteva bastare, ma neppure quello è arrivato con giocatori che danno l’idea di frequentare ancora l’oratorio.

Bravo il portiere del Brescia,  meno fortunato Seculin che non può reggere il gioco inconcludente di una squadra che sta con la testa su un altro campo. Braglia delude invece con i suoi cambi che non danno il risultato sperato.

Le segnature, tutte e due del Brescia, arrivano nel secondo tempo. La prima al 69° ad opera di Daprelà e la seconda al 90° ad opera di Zambelli.

La partita ha avuto inizio con il ritardo di circa 15 minuti in quanto l’arbitro aveva chiesto che venissero rifatte le linee del campo che non erano, a suo giudizio, sufficientemente visibili.

Le squadre poste in campo al Rigamonti sono state le seguenti


Juve Stabia (4-4-2): Seculin; Baldanzeddu, Maury, Scognamiglio, Dicuonzo; Mezavilla, Genevier, Jidayi, Acosty; Bruno, Mbakogu.

Brescia (3-5-2): Arcari; De Maio, Salamon, Antonio Caracciolo; Zambelli, Lasik, Budel, Scaglia, Daprelà; Mitrovic, Andrea Caracciolo.

sabato 25 agosto 2012

Un deludente inizio - Juve Stabia – Livorno: 1 – 3



Stadio Menti - Castellammare di Stabia


Un motivo ci deve pur essere se si perde una partita in casa 3-1 e non si possono accogliere a scusante le lamentele di chi in campo c’è stato 90 minuti e più e non ha mantenuto l’impegno preso con il giuramento di fronte alla propria tifoseria all’inizio della partita.

Chi l’ha vissuta da spettatore e ha pagato un biglietto torna ad essere posseduto dalla quella rabbia che porta ad essere cattivi e chi la partita la vive a distanza, come me, solamente attraverso i risultati forniti da Televideo, al momento del pareggio, è diventato subito il presupposto di una sconfitta annunciata e ho avvertito il malessere di quando la squadra è in vantaggio e si fa facilmente raggiungere dall'avversario come se fosse in "bambola".

Eppure sembrava che qualcosa di più serio bollesse in pentola dopo l’incontro e il risultato con la Sampdoria. Forse era un fuoco vacuo e la delusione manifestata da Braglia mi sorprende come se avesse allenato un’altra squadra e i giocatori in campo è la prima volta che li vede, sia quelli fumantini come Zito, sia quelli che non s’impegnano più di tanto e hanno bisogno sempre e comunque di una sveglia più forte per tornare al loro ingaggio di pedatori.

Un consiglio per il patron di casa: dovrebbe lasciar fare il proprio mestiere agli arbitri e ai guardialinee e tirare le orecchie, invece, ai suoi giocatori che prendono uno stipendio e si fanno mantenere dalla società e scendono in campo per recitare la sceneggiata napoletana.

Bisogna chiamare le cose col proprio nome se no si cade in difetto di giudizio e non confondere le idee alla gente che, sempre e comunque, paga il proprio biglietto per assistere ad uno spettacolo che vorrebbe divertente e da passatempo e si trova davanti, invece, ad una tragedia. Se non hanno sbagliato campo e se non erano preparati alla delusione saranno tornati a casa con le lacrime agli occhi o con la bava alla bocca per non essere da meno a  Manniello e non sanno cosa rispondere alla propria moglie o alla propria fidanzata o agli amici che si tengono lontano da queste “fesserie” con una settimana di paranoia addosso da smaltire in chiacchiere, congetture ed anatemi o altre fesserie del genere rendondo la vita difficile anche a chi vive loro vicino.

Una squadra è anche responsabile di questo, come dell’ordine pubblico e della buona riuscita della vita della città alla quale appartiene. Chi sa se Manniello lo sa ?

Segnature:
al 34′: Michele Murolo per la Juve Stabia; 
 e al 43′: Simone Salviato;    64′: Luca Siligardi;  72′: Federico Dionisi per il Livorno

domenica 12 febbraio 2012

In attesa di... JUVE STABIA alla RISCOSSA







Tra la neve che costringe ad un rinvio e il tribunale che deve decidere sull’annullamento totale dell’illecito la squadra, per non perdere il ritmo di gioco, si è allenata al Menti cercando in questo frangente di ricostruire la sua concentrazione che nelle ultime partite è mancata in buona parte lasciando adito ad un atteggiamento attendista per determinare o la politica aziendale del tutto per tutto o soltanto quella di centro classifica sulla quale qualcuno incomincia  finalmente a fare i conti per niente prematuri in quanto diverse squadre che stanno in zona retrocessione, giustamente, hanno iniziato le grandi manovre per cercarne una più tranquilla dando fuoco a tutte le polveri che hanno ancora addosso.

Alla Juve Stabia un recupero di punti tornerebbe senz’altro comodo, ma ho paura che sia nella società che nella squadra gli entusiasmi stiano diminuendo a scapito dei risultati e di quella che sembrava la realizzazione di un sogno che si sta trasformando in una preoccupazione seria con gli impegni che si approssimano.

Il girone di ritorno è ancora lungo e Braglia, in primis, dovrebbe allontanare anche da se stesso lo spauracchio che incomincia a prendere corpo, le ombre che non danno calore.

Le forze fresche sono arrivate e sembra che abbiano voglia di fare cosa che non manca a quelli che hanno fatto il loro dovere fino a questo momento. Bisogna trovare la pazienza di ricostruire, come all'inizio di campionato, la squadra e darle un corpo e un'anima.

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