mercoledì 26 novembre 2014

Petere: chiedere per avere

Tra i tanti significati del verbo posto nel titolo non c'è soltanto quello esplicitato, ma tanti altri,  come  1 dirigersi, andare a, recarsi - 2 cercare di colpire, percuotere, ferire - 3 (scherma) tirare una stoccata - 4 assalire, aggredire, attaccare - 5 chiedere, domandare, pregare, supplicare, scongiurare - 6 cercare, ricercare, bramare - 7 aspirare, candidarsi, presentarsi candidato, cercare di ottenere una carica - 8 reclamare, esigere, richiedere, rivendicare - 9 chiedere in sposa - 10 diritto reclamare in giudizio, intentare un processo - 11 andare a cercare, a prendere, a procurarsi - 12 dare la caccia a qualcuno - che nella loro moltitudine hanno di fatto confuso i destinatari politico-amministrativi della Città di Castellammare di Stabia.

Le cose che chiedono sono provvedimenti che dovevano essere presi già da anni svolgendo l'ordinaria amministrazione del territorio.

Le cose non fatte sono quelle che l'amministrazione non è in grado nemmeno di individuare per una sana e corretta gestione del territorio.

Chiedete a questa amministrazione quali sono i compiti di ordinaria amministrazione che svolge giorno per giorno e vi troverete di fronte un soggetto che si avvale della facoltà di non rispondere anche se non gli è riconosciuta da nessuna normativa.

Forse sanno tutto, ma non essendo capaci di farlo fanno finta di non sapere.

L'indolenza che dimostrano è un'offesa alla loro incompetenza: non sapendo che fare non vogliono suggerimenti da parte di chi vuole fare per risolvere problemi che lo affliggono e non ha la potestà giuridica per farlo. 
















Fratielle e surelle e Fucaracchio

A Roma non è in uso

Esimio sig. Gioacchino, quel tipo di pratica religiosa  di cui mi parlate, a Napoli non era in uso; cinquanta e più anni fa era in uso invece  una sorta di  novena musicale in onore della Immacolata che veniva fatta dai primi zampognari che arrivavano a Napoli ai primi di dicembre e vi si trattenevano fino a Natale facendo il giro delle abitazioni per suonare, [dopo la novena fatta per l’8 dicembre] dal 9 al 24 dicembre dinanzi al presepio o grotta che in ogni casa si approntava appena dopo l’Immacolata. 

Ma ormai tutto è finito, non si fa più il presepio, soppiantato dall’albero di Natale e temo che addirittura non esistano più gli zampognari che venivano a Napoli  dall’Irpinia  e si contentavano di poche lire per la loro opera  lasciando in omaggio l’ultimo giorno manufatti lignei quali forchettoni e cucchiarelle di olivo lavorato. 

E avimmo cassato n’atu rico ‘a sott’ô sunetto! Vi saluto, v'auguro ogni   bene e grazie d’avermi contattato! Vi stringo la mano; bbona salute e ca 'o Signore onnipotente nce perdunasse e benedicesse a tutte quante!
Vostro  Raffaele Bracale
Napoli - Reame 2 SicilieQuesito su "Fratielle e surelle"

E' da quando ero ragazzo e più precisamente da quando ritornai ad abitare stabilmente nel Vicolo Sorrentino, dove ero nato, dopo gli anni della guerra che mi porto appresso il ricordo della voce che qualcuno dava strada per strada per invogliare la gente a recarsi in chiesa per la novena all'Immacolata concezione nei dodici giorni antecedenti la ricorrenza della sua festa.
L'invito consisteva consiste in una voce che recita ed echeggia ancora nelle strade del quartiere nelle prime ore del mattino: “Fratièlle e surélle”, jamme a dicere 'o rusario a Madonna! ricordando il numero della giornata della dodicina. Chi fa questo servizio accompagnava la propria voce con l'esplosione di piccoli fuochi di artificio messi a disposizione dagli organizzatori per meglio svegliare i fedeli. La suggestione era incrementata dal rumore prodotto da uno strumento di legno (raganella) che nella sua rotazione produceva un gracidare come quello delle rane.
Ho parlato al passato in quanto è da oltre quaranta anni che abito a Roma  e da oltre cinquanta che non vivo più a Castellammare. E' mio desiderio, sempre che sia nelle sue disponibilità, sapere se la novena è praticata anche a Napoli o lo era o è solamente una pratica religiosa che ha avuto sempre e solo luogo nella mia cittadina di nascita, come viene raccontato da qualcuno che ogni tanto ne scrive ?
Nel salutarla le faccio i miei auguri di Buon Natale e per tutte le altre feste appresso nella speranza che vada ogni cosa secondo i suoi desideri.
Inoltre Le esterno ancora la mia stima per il suo sapere e la vivacità intellettuale con la quale lo gestisce e lo mette a disposizione di chi vuole illuminarsi di immenso.
Ancora saluti e buona giornata. Suo Gioacchino Ruocco


FUCARACCHIO a fasi alterne.

Le tradizioni non possono essere imposte o deliberate, possono quantomeno  essere regolamentate nel loro svolgimento per evitare comportamenti che possono degenerare ed arrecare ai residenti danni fisici e patrimoniali e scaricare sul territorio inquinamento e contrapposizioni tra gli abitanti delle zone dove si svolgeranno.

Negli ultimi anni erano diventati una competizione che risvegliava il sentimento di appartenenza ai diversi rioni che concorrevano. La spiaggia antistante la villa sembrava il luogo adatto con le necessarie raccomandazioni di cautela richieste dalle norme che sono in carico quantomeno all'agire di un buon padre di famiglia.

Averlo restituito a chi lo desiderava senza le necessarie preoccupazioni che l'avvenimento porta con se ormai da anni è da un provvedimento che va rivisto per alleggerirlo delle conseguenze che porta con se sia a livello sociale che a livello di gestione in sicurezza dell'avvenimento. Per questo continuano a restare valide le norme di pubblica sicurezza messe a tutela della salute di tutti.

lunedì 24 novembre 2014

La Castellammare borbonica - al Circolo Nautico


Disastro ambientale Difronte a Rovigliano e sulla destra della foce del SARNO


Quand'ero ragazzo c'era lo stabilimento Malafronte che poi diventò, come qualcuno raccontava, anche padrone dello scoglio.

Davanti Rovigliano andavamo per cannolicchi. Le telline erano poche e i lupini un po' di più. L'acqua era pulita e io la bevevo quando irrigavamo il terreno che i miei nonni materni coltivavano.

Era il tempo del dopo guerra e sulla spiaggia affioravano residui di nafta, ma una volta scomparse le truppe di liberazione finì quel primo disagio e non ne affiorarono fino a quando non arrivarono dalla Svizzera le fabbriche di medicinali Lepetit e poi Fervet che inquinarono la foce. Successivamente ci pensarono quelli dell'interno e i paesi lungo il percorso a rovinarlo del tutto rendendolo il fiume più inquinato della terra.



A guardare i rifiuti raccolti e le condizioni di abbandono in cui si trova l'arenile tra la ferrovia o la campagna e il mare  viene da pensare che  il territorio può morire sfinito dalle violenze perpetrate su di lui.



Oltre alle canne la plastica sotto forma di bottiglie, giocattoli, taniche, cassette, le siringhe, i copertoni, camered'aria, fusti, giocattoli, sedili,  e tanto altro ancora. Materiali a lungo deperimento.







L’operazione è stata promossa dall’Associazione Scout CNGEI di Trecase e da Let's do it! Itay, patrocinata dal Comune di Torre Annunziata e dall'Ente Parco Regionale del Fiume Sarno. 




Scopo dell’evento, in generale, è modificare il rapporto tra società e modello di produzione e distribuzione. 

Ripensare l’uso delle risorse e lo smaltimento dei rifiuti, nell’ottica della loro riduzione, del riuso dei materiali, della riproggettazione delle dinamiche di produzione dei beni di consumo.












Da Il Mattino di Napoli

Natale 2014 - Arte presepiale - Quinta mostra


NON E' UNA RECLAME - Come togliere velocemente il ghiaccio dal vetro della vostra auto

  Come togliere velocemente il ghiaccio dal vetro della vostra auto Con un acquisto di pochi euro si risolve un problema piuttosto frequente...