venerdì 8 settembre 2017

Villa comunale, slitta la riapertura del secondo tratto. Ditta sulla graticola. Rubino: «Ritardo inammissibile»


Politica & Lavoro

Castellammare - Villa comunale, slitta la riapertura del secondo tratto. Ditta sulla graticola. Rubino: «Ritardo inammissibile»

Si prevede un ritardo non inferiore ad un mese rispetto alla scadenza del 15 maggio. L'assessore: «Condivido l'iniziativa del PD. Nel cantiere difficile trovare più di sei o sette persone al lavoro».
Castellammare - Le opposizioni: «Se l'amministrazione non avesse ereditato il progetto sulla villa, con cosa si sarebbe presentata alla città?»

di Mauro De Risosabato 6 maggio 2017 - 07:29



«Il ritardo accumulato è inammissibile e abbiamo il dovere di far rispettare Castellammare». Non usa mezzi termini l'assessore all'Urbanistica Pino Rubino nel commentare l'ormai certo rinvio della riapertura del secondo tratto della villa comunale, prevista per il prossimo 15 maggio in base al nuovo cronoprogramma annunciato a febbraio.

La dura presa di posizione del gruppo consiliare del PD nei confronti della ditta per denunciare il mancato rispetto dei termini di consegna della parte restante della passeggiata, d'altra parte, non è passata inosservata e il braccio di ferro tra il partito di maggioranza e la Rf Appalti potrebbe anche produrre conseguenze importanti, compresa la messa in mora della ditta per le eventuali inadempienze.

«Ritengo che il PD abbia intrapreso un'ottima iniziativa - ha sottolineato Rubino -, dato che mi sembra chiaro che non si possa ancora perdere tempo. La riapertura della villa comunale dall'Hotel Miramare alla Cassa Armonica ha generato una ventata di entusiasmo che abbiamo il dovere di assecondare lavorando sodo. La scadenza del 15 maggio non sarà rispettata e il ritardo sfora di gran lunga la soglia di tolleranza.

Siamo consapevoli che un imprevisto può capitare, ma riteniamo altresì opportuno che per un'opera così importante sia necessario uno sforzo maggiore rispetto a quello profuso negli ultimi tempi. Comprendiamo, ad esempio, il contrattempo dovuto all'intervento della Gori in prossimità della Cassa Armonica, ma abbiamo anche notato che, mentre per il primo tratto erano all'opera squadre composte da 30 operai, ora nel cantiere è difficile trovare più di sei o sette persone al lavoro. Se questa è una scelta adottata dalla ditta, non me la sento di condividerla».

La linea dura adottata dal PD non trova riscontro nel passato, dato che neppure il precedente cronoprogramma fu rispettato e per il versante che affaccia su via Mazzini si è resa necessaria una proroga temporale, ma all'epoca non furono presi provvedimenti.

«I lavori per il primo tratto sono stati ripresi tra mille tribolazioni - ha ricordato Rubino -. Mi preme rammentare le numerose varianti apportate al progetto, incluse nella determina fiume del 27 febbraio 2017.

Gli errori progettuali erano svariati, ma occorre anche rendere merito alla ditta di aver ripreso i lavori a luglio quando la Regione aveva stanziato i fondi ma questi non erano ancora stati trasferiti al Comune, che non si trovava pertanto nella condizione di poter provvedere ai pagamenti.

È altresì vero che anche in quei mesi effettuammo una serie di segnalazioni e di solleciti, ma riscontrammo anche un impegno notevole da parte di tutti, motivo per cui decisi di assumermi la responsabilità dei ritardi e chiesi scusa alla città.

Oggi invece noto un minore interesse verso questo cantiere e non mi va di attribuirmi altre colpe. La città sta cambiano mentalità e le perdite di tempo non possono essere ammesse. I consiglieri del PD hanno assunto questa decisione ed io la sposo appieno, in quanto ciò rappresenta un bel segnale e un invito rivolto a tutti ad impegnarsi e a dare il meglio per il bene di Castellammare».

Non è escluso che la ditta ora sia costretta a pagare penali per il mancato rispetto del cronoprogramma, dato che i lavori difficilmente termineranno prima della metà di giugno. «Il contratto parla chiaro - ha spiegato Rubino -. Se la ditta impiegherà un maggior numero di operai, potremo riavere la villa comunale in tempi più brevi.

In Regione si procede alla chiusura dell'intera programmazione del PIU Europa e non c'è un'eccessiva fretta sui termini di rendicontazione, ma in qualità di amministratore non posso permettermi di correre rischi. I tempi di stagionatura della pavimentazione, stimabili in 28 giorni per la maturazione del calcestruzzo nello stato teorico ideale, non costituiscono un problema dato che potrà bastare anche qualche giorno in meno.

Il messaggio che deve filtrare, in ogni caso, è il seguente: chiunque desideri venire a Castellammare sarà accolto a bracce aperte purché svolga al meglio il proprio dovere. Alla ditta chiediamo di accelerare e tornare a lavorare con lo stesso spirito adottato per il primo tratto. Rispettare i tempi rappresenta uno stimolo per tutti noi, allo scopo di creare un orientamento diverso e alzare finalmente l'asticella».

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