martedì 30 giugno 2020

Coronavirus, mascherina all'aperto: le regole regione per regione


·         CRONACA
Coronavirus, mascherina all'aperto: le regole regione per regione
La Lombardia ha esteso l'obbligo di utilizzo della mascherina all'aperto fino al 14 luglio, ma cosa hanno deciso le altre regioni d'Italia?se
Nella giornata di lunedì il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha esteso l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto fino al prossimo 14 luglio. Su ‘Facebook’, a questo proposito, il governatore ha scritto: “Fa caldo, molto caldo, ma il parere dei virologi è ancora di mantenere le precauzioni anti contagio, prima fra tutte, l’uso della mascherina. Nonostante il fastidio della mascherina, soprattutto con il caldo di luglio, sono dell’idea che occorra proseguire con il suo mantenimento sino al 14 luglio”.

Ma come si sono regolate le altre regioni d’Italia in merito all’utilizzo della mascherina negli spazi aperti? Il ‘Corriere della Sera’ fornisce un quadro preciso della situazione.

A livello nazionale, il dpcm del 26 aprile scorso, ancora in vigore, ha imposto l’uso delle mascherine al chiuso.
L’ultimo provvedimento è dell’11 giugno: nell’allegato 16 sono contenute le misure igienico-sanitarie di contrasto al coronavirus e, all’undicesimo punto, si legge che “è fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale”, anche se non c’è esplicito cenno ai luoghi all’aperto.

Alcune amministrazioni avevano introdotto l’obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto, per poi però revocarlo successivamente di pari passo con l’evoluzione dell’andamento della pandemia di coronavirus in Italia
Ciò è successo, per esempio, in Campania e in Veneto.
In altre regioni, ci si è limitati a raccomandare l’adozione di dispositivi individuali di protezione all’aperto solo nell’eventualità in cui risultasse impossibile mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

In Sicilia un’ordinanza ha previsto l’obbligo di portare i dispositivi di protezione sempre con sé per indossarli nelle situazioni di assembramento in luoghi esterni aperti al pubblico.
Nelle Marche si è discusso di questa possibilità, per poi decidere di attenersi alla regola nazionale.
Al momento l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto vige solo in Lombardia.

VIRGILIO NOTIZIE | 30-06-2020 08:35

domenica 28 giugno 2020

E' Tempo di PROCESSIONARIA ....pericolosa per i cani e per gli uomini


Processionaria: perché è pericolosa, sintomi e rimedi
MARTA ALBÈ
8 NOVEMBRE 2016
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin Condividi via email
La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero altamente distruttivo per le piante, poiché priva le pinete del fogliame, inoltre è pericoloso per i cani e per l’uomo. Le processionarie si trovano sui pini e talvolta anche sui cedri. Nei cani che entrano in contatto con la loro peluria urticante le processionarie possono provocare gravi lesioni.
Il nome processionaria deriva dall’abitudine di questi insetti di spostarsi in fila come in una vera e propria processione. I peli della processionaria sono fortemente urticanti e per questo ne devono stare alla larga sia gli animali che le persone.
Indice
·         Processionaria nell’uomo
·         Processionaria nel cane
·         Processionaria, rimedi
·         Processionaria disinfestazione
Processionaria nell’uomo
Conosciamo la processionaria soprattutto come pericolo per i nostri amici a quattro zampe ma questo insetto ha degli effetti davvero dannosi quando entra in contatto con l’uomo. A contatto con la nostra pelle i peli della processionaria provocano una reazione urticante dovuta al rilascio di istamina, la stessa sostanza che viene rilasciata in caso di reazioni allergiche. Contatto dopo contatto le reazioni peggiorano, fino al rischio di shock anafilattico.
Nell’uomo la processionaria provoca:
·         In caso di contatto con gli occhi: rossore, bruciore, congiuntivite.
·         In caso di inalazione: irritazione delle vie respiratorie.
·         In caso di ingestione: infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino.
Dovrete risciacquare subito la pelle e gli occhi. Se notate una reazione grave il consiglio è di chiamare il medico o di andare al pronto soccorso.
Processionaria nel cane
I peli urticanti della processionaria si staccano facilmente dal corpo di questi insetti e possono entrare a contatto con il manto, con la bocca, con le mucose e con la lingua dei cani provocando una vera e propria distruzione del tessuto cellulare con danni anche gravi come processi di necrosi perdita di porzioni della lingua come conseguenza. Ecco perché è molto importante fare attenzione e tenere i cani lontani dalle processionarie.
La processionaria nei cani provoca:
·         Improvvisa salivazione acuta
·         Processo infiammatorio della bocca
·         Ingrossamento patologico della lingua
·         Rischio di soffocamento
·         Processi di necrosi
·         Perdita di porzioni della lingua
·         Febbre
·         Vomito
·         Diarrea
·         Perdita di vivacità
·         Rifiuto del cibo
Processionaria, rimedi
Quando si viene a contatto con la processionaria bisogna cercare di risciacquare il prima possibile la parte interessata. Nel caso dei cani che sono entrati a contatto con la processionaria tramite la loro bocca è necessario indossare dei guanti e fare dei lavaggi con acqua o con acqua e bicarbonato per poi raggiungere il veterinario più vicino. Se il problema della processionaria interessa l’uomo il consiglio è di chiamare il medico e di andare in farmacia per ottenere un rimedio adatto da applicare.
Processionaria, periodo a rischio
A partire da marzo, in primavera e in estate, comincia il periodo di rischio per la processionaria. Durante la bella stagione gli incontri con la processionaria vicino ai pini o nei pressi dei cedri potrebbero essere più frequenti. Soprattutto bisogna fare attenzione all’abitudine dei cani di andare a leccare o ad annusare vicino ai tronchi degli alberi. Meglio tenerli alla larga dai pini nel corso del periodo di diffusione della processionaria.
Processionaria disinfestazione
In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria nelle aree ritenute a rischio infestazione.
·         Lotta meccanica: quando si opera nelle vicinanze delle larve, è necessario coprire ogni parte del corpo (es. con guanti, maniche lunghe, occhiali, foulard sul viso) al fine di evitare il contatto coi peli urticanti ed in seguito lavare i vestiti utilizzati. I peli urticanti, infatti, sono molto fini e quindi possono essere facilmente trasportati dall’aria. Una tecnica consiste nella distruzione delle larve, tagliando le cime dei rami contenenti i nidi. Tale metodo presenta il rischio che i peli urticanti presenti nel nido e sulle larve possano cadere sull’operatore.
·         Lotta chimica: avviene con l’utilizzo di larvicidi specifici.
·         Lotta biologica: la prima tecnica prevede l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki. Questa tecnica risulta difficile da attuare o molto costosa quando gli esemplari infestati sono di grandi dimensioni. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve, non è detto che tutte vengano raggiunte dal bacillo. La seconda tecnica prevede, invece, l’uso di trappole sessuali (trappole a feromoni). Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al lepidottero parassita.
Avete mai avuto problemi a causa della processionaria? Come vi siete comportati?
Marta Albè
L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo


mercoledì 24 giugno 2020


Sorpresa sul fiume Sarno: spunta un nuovo mammifero

Sulle sponde del fiume Sarno, in Campania, è stata avvistata una specie di mammifero nuova per la zona: si tratta di un roditore legato all'acqua

Sorpresa sul fiume Sarno: spunta un nuovo mammifero
Dopo Codamozza, la balena senza coda avvistata a Catania, gli avvistamenti speciali si spostano in Campania, dove una nuova specie di mammifero ha fatto per la prima volta la sua comparsa nel territorio del Parco Regionale del Bacino Idrografico del fiume Sarno.
PUBBLICITÀ
Si tratta dell‘arvicola acquatica italiana (Arvicola italicus), un roditore che vive solitamente lungo le sponde di fiumi, canali, stagni e corsi d’acqua, dove si nutre di vegetazione e frutti.
A individuarla è stata l’associazione Ardea, nell’ambito del monitoraggio faunistico in corso per il progetto “CuriAMO, ViviAMO, PartecipiAMO il Sarno”, coordinato da Legambiente Campania e sostenuto da Fondazione Con Il Sud. Nell’ultima uscita sul campo, i soci Rosario Balestrieri e Salvatore Ferraro sono riusciti a documentare la presenza di almeno due esemplari lungo le sponde del fiume Sarno.
“Questo roditore acquatico estremamente elusivo e schivo era noto in Campania solamente per due località: Partenio e Garigliano – si legge sulla pagina Facebook dell’associazione Ardea – A queste abbiamo aggiunto una terza località grazie al socio Francesco Valerio che fotografò la specie nel 2013 presso il Lago Laceno ed ora una quarta e preziosissima osservazione lungo le sponde del fiume Sarno”.
“In passato – ha aggiunto l’associazione – era considerata una sottospecie di A. amphibius ma studi recenti ne hanno elevato il rango, rendendola una specie endemica dell’Italia peninsulare. Questa nuova segnalazione è particolarmente importante dal punto di vista conservazionistico, poiché aiuterà a comprendere meglio la distribuzione e l’ecologia di questa specie, ancora poco conosciuta, e dona al parco, spesso noto esclusivamente per le sue acque inquinate, una nuova specie che impreziosisce il suo patrimonio faunistico”.
A rendere ancora più importante la segnalazione effettuata all’interno del Parco Regionale del Bacino Idrografico del fiume Sarno è il fatto che questo mammifero risulta in continuo declino in tutto il suo areale.
Il monitoraggio effettuato da Ardea sta dando risultati interessanti non solo sul fronte dell’avifauna, ma anche nell’ambito della “Citizen Science”, ovvero la scienza fatta dai cittadini.
Con la notizia degli avvistamenti dell’arvicola acquatica italiana, il fiume Sarno è stato finalmente protagonista di una sorpresa positiva, dopo essere più volte finito sotto i riflettori a causa dell’inquinamento. Un problema che affligge anche l’Aniene a Roma, dove è stata installata una barriera “acchiappa rifiuti” .
Tra gli avvistamenti insoliti di queste settimane c’è anche quello di un orso bruno in Piemonte, dove non succedeva da un secolo.

NON E' UNA RECLAME - Come togliere velocemente il ghiaccio dal vetro della vostra auto

  Come togliere velocemente il ghiaccio dal vetro della vostra auto Con un acquisto di pochi euro si risolve un problema piuttosto frequente...