sabato 31 agosto 2013

E' arrivato davvero il porta a porta ?







Castellammare di Stabia ha un «omonimo» in California Vicino Los Angeles ?




Post n°17709 pubblicato il 17 Febbraio 2013 da stabia_info
Foto di stabia_info

Francesco Catalano - Titti Esposito. 

Che tra l’Italia e l’America ci sia sempre stato un feeling particolare è cosa nota. Fiumi d’inchiostro sono stati versati per raccontare le storie di tante famiglie che da Napoli e dalla sua provincia, hanno attraversato, soprattutto nello scorso secolo, l’Oceano per trasferirsi nel nuovo Continente e ricostruire sul suolo americano vite e fortune. Meno noto, è invece il fatto che in queste nuove esistenze «made in Usa» gli emigranti napoletani spesso hanno fatto in modo, nel corso dei decenni, di ricordare le terre natie, battezzando le città oltreoceano con il nome di quelle del loro luogo d’origine. Così è di questi giorni la notizia, resa nota dal web, che anche in America c’è una Castellammare e una Ercolano. Ma procediamo con ordine. Dal sito on line Libero ricercatore.it l’esperto Giuseppe Plaitano fa sapere che in America, nei dintorni di Los Angeles, c'è una località marina che si chiama appunto Castellammare. Un luogo amato dai vip (sembra anche dalla Loren come di legge nelle pagine virtuali) e da personaggi facoltosi che hanno scelto la ridente cittadina sulla costa dell’Oceano Pacifico per costruirvi le loro ville sul mare. Ma c’è di più, a questa omonimia si aggiunge anche una curiosità, che fa ben sperare per la Castellammare campana che nonostante il suo patrimonio archeologico, secondo solo a Pompei, le sue 28 sorgenti oligominerali, non riesce ad entrare a pieno titolo nei circuiti degli operatori turistici nazionali ed internazionali. 
A raccontarlo lo stesso Plaitano che ha scoperto che, sempre nei dintorni di Los Angeles, c’è la Contea di Orange, il cui capoluogo è la città di Santa Ana con i suoi 300mila abitanti. In questa contea a sud est della «città degli angeli» c’era un tal David Haves, proprietario negli anni ’50 di un agrumeto che esportava i prodotti della sua tenuta, utilizzando un’originale etichetta pubblicitaria. Sulle cassette di limoni non figurava, infatti, la foto della località americana, ma un paesaggio che riprendeva una veduta d’epoca di Castellammare di Stabia, con il Vesuvio alle spalle (veduta tratta da una celebre incisione del 1845 di L. de Vigni. Come precisa lo storico Plaitano). «L’immagine del brand californiano è la copia della celebre incisione del nostro panorama - spiega l’esperto del sito on line - ed è stato una cosa che abbiamo scoperto per caso in una collezione privata e che ci ha emozionato e meravigliato non poco. Questo fa capire quanto le amenità della nostra terra siano sempre state un attrattore commerciale importante oltre oceano, ieri, e ci auguriamo quanto prima di nuovo oggi. Un marchio vincente «made in Usa» che si è rivelato uno splendido omaggio a Castellammare - ha concluso Plaitano - che ancora oggi aspetta di veder valorizzato il suo patrimonio». Una storia analoga è accaduta per Ercolano che ha «ritrovato» una gemella a ben novemila chilometri di distanza. Una città-gemella per l’esattezza che si trova negli Stati Uniti d’America, più precisamente nello stato del Missouri, dove sorge la città di Herculaneum. In realtà si tratta di un paesino di poco meno di 4mila abitanti, che è stato fondato agli inizi dell’Ottocento. I padri fondatori di Herculaneum decisero di chiamarlo così perché le sue rocce a strapiombo sul fiume Mississippi, sembrano formare una sorta di anfiteatro naturale che a loro era sembrato simile alle rovine di epoca romana. Fino a qualche settimana fa, però la città di Ercolano che sorge a sud di Napoli, non sapeva nemmeno che esisteva un’altra «Herculaneum» negli Stati Uniti. Lo ha scoperto solo grazie a internet è partita una corrispondenza tra i rappresentanti della Proloco della città degli Scavi ed il sindaco del borgo del Missouri che presto potrebbe sfociare in un gemellaggio ufficiale. 

Fonte: Il Mattino di Napoli



La realtà dei fatti è questa.

Nei dintorni di Los Angeles la località di cui ha parlato Plaitano su Libero ricercatore, ripresa da "Il Mattino di Napoli" o viceversa non esiste una cittadina ma una strada che porta il nome di Castellammare e non altro che fa pensare a un riferimento alla nostra Stabia in quanto nella zona ce ne sono altre che hanno nomi che ricordano cittadine della costiera amalfitana, come REVELLO (ravello) TRAMONTO (tramonti). 

La strada, come si puo notare dalle immagini, ha un andamento con continui saliscendi e curve che danno un pò di vertigini, ma permette di assaporare a quelli che vi abitano o la percorrono, l'aria del Pacifico con le sue brezze. E' un paesaggio che ricorda tanto la costiera sorrentina ed amalfitana che qualche tratto della nostra circunvallazione dal castello allo Scraio.

Inoltre il "Drive" sta ad indicare un viale, un percorso, una strada vicinale senza dar luogo a fraintendimenti tipo quello ricordato nell'articolo innanzi. E ancora di Castellammare in Italia ce ne sono diverse per pensare che si tratti di un rimando certo alla nostra cittadina almeno che non si hanno notizie certe da chi ha urbanizzato la zona. 

































Se fosse facile amarti



Se amarti
fosse una cosa facile,
ti amerei all’impazzata
stornando i pregiudizi della gente.
Ma che ne sanno
che tu mi fai impazzire
sul finire dell’infinito,
sul finir della sera
come un sogno che si attarda
nella memoria sconfinata
del divenire.
Se fosse facile amarti
non starei a dirti
di non cambiar registro
quando i muri di casa s’appressano
ed ogni tuo sospiro concretamente
ritorna a mettere d’intorno
i rifiuti che ancora opponi
a risvegliare il giorno,
le trappole e gli inganni
dei luccichi del sole,
Il verde dell’erba
e il mare di farfalle
che scendono a valle
come il terrapieno che frana
senza gioia.
Stringimi come la speranza
sul tuo petto.
Il tuo sorriso è un gioco
di altalene e grida di bambini
che sanno l’amore della mamma
mentr’io il tuo
tra una vendetta
e un chiodo che non molla.


Gioacchino Ruocco
ostia lido 15/08/2013 h 23

Pubblicata sul Il gusto dei ricordi il 15/08/2013


dallo stesso


Stabia Channel.it festeggia i successi del canottaggio stabiese e italiano in Corea del sud







Canottaggio - Castellammare brinda ai Mondiali assoluti in Corea del Sud: Serpico e Schisano d'oro nell'''Otto PL'', Abbagnale nel ''Due Con''. Doppietta per il timoniere D'Aniello



Il Circolo Nautico Stabia conferma la propria rinascita dopo lo splendido ritorno sul podio di "Peppiniello" Di Capua
di Gioacchino Roberto Di Maiostabiachannel.it
Cronaca30/08/2013

Vincenzo Serpico e Francesco Schisano (Foto Canottaggio.org)
Straordinario exploit della nazionale italiana di canottaggio ai Mondiali assoluti in corso in Corea del Sud. A Chungju gli azzurri vincono 5 medaglie nella seconda giornata dedicata alle finali giungendo a quota 6 nel medagliere ufficiale. Si tinge dei colori stabiesi l'iride conquistata splendidamente dall'"Otto Pesi Leggeri" nel cui equipaggio figurano i due campioni del mondo Under 23 Vincenzo Serpico e Francesco Schisano, entrambi del Circolo Nautico Stabia.

Con loro Petru Alin Zaharia dell'SC Caprera, Catello Amarante della Marina Militare, Simone Molteni del Cus Pavia, Leone Maria Barbaro della Tirrenia Todaro, Stefano Oppo della SC Firenze e Paolo Di Girolamo delle Fiamme Gialle.

Stabiese anche il timoniere Enrico D'Aniello, tra le fila del CN Stabia al pari di Serpico e Schisano. Una vittoria netta, giunta con una barca di vantaggio su Australia e USA con ben 4 e 8 secondi di vantaggio.

Riporta agli antichi successi il canottaggio stabiese anche il "Due Con" che ha visto trionfare il campano Luca Parlato della Marina Militare, lo stabiese Vincenzo Abbagnale, figlio d'arte, e lo stesso Enrico D'Aniello, il quale brinda ad una splendida doppietta. 

Possono dunque essere orgogliosi dei propri uomini il presidente FIC Giuseppe Abbagnale ed il direttore tecnico Giuseppe La Mura perché, al di là dei successi firmati dagli splendidi atleti di Castellammare di Stabia e del secondo posto di ieri del ritrovato "Peppiniello" Di Capua, sono in giornata giunte anche una medaglia d'argento nel "Due Senza Pesi Leggeri" e due di bronzo nel "Quattro Di Coppia Pesi Leggeri Maschile" e nel "Quattro di Coppia Pesi Leggeri Femminile". "Sono felice per aver vinto questo Mondiale che arriva dopo quello under 23 - spiega Vincenzo Abbagnale - mi ha emozionato aver visto gli occhi di mio padre lucidi nel momento in cui mi ha fatto i complimenti. In un flashback ho ricordato che lui solo 25 anni fa era al posto mio proprio in Corea, ma in occasione delle Olimpiadi. 

Mi piace pensare che sia una sorta di passaggio di testimone dato che ho vinto nella barca di mio padre. Per questo risultato e per come abbiamo lavorato ringrazio tutti gli allenatori della nazionale e, in particolare, Andrea Coppola e Antonio La Padula". Chapeau.

Vivendo il mio futuro. Segnalazione.



Nota:
 mi piacerebbe annotare particolari dell'avvenimento e i nomi degli degli operatori compresi nell'immagine.
Attendiamo fiduciosi.

venerdì 30 agosto 2013

Gente di Stabia - Abbagnale Vincenzo - Dopo 25 anni è ancora oro









Pare ca vo’ chiovere…























Pare ca vo’ chiovere
pure stammatina.
Stanotte ha fatto lampe a meliune
e ‘p’’a sagliuta ‘o Squato, si chiove,
vene nun lavarune
ca se ne porta ‘e case.










































Quanne trase settembre fa nu tiempo
ca chiove tutt’’e juorne
e ll’ate appriesso.
Me pare ca va ‘e presso ‘o cielo
‘a menà acque nterra
tanta ‘a campagna è secca.

Hanno arracquato nuttate sane
pe calmà ‘o turreno
ca teneva sete.
Sputazza mmano
pe tenè ‘a zappella
e surze ‘e vino pe scetà ‘o cervello.

Ch’estate è stata !
‘O ffuoco attuorno e ncielo.
Bastava nu supire p’appiccià
chello ch’era sicco
e s’addurmeva int’’e surche
juorno pe juorno

ca si chiuveva
redeva sta campagna
chiena ‘e verde e pummarole rosse.
Na povere
ca te veneva ‘a tosse
e ‘un te faceva respirà.

Sott’a na prevula
a chiagnere e a pregà.
Ma ‘o pataterno chi ce ha fatto fa
tutto stu sole ?
E’ overe ch’è stagione
ma quantu bbene c’ha abbruiciato ‘o sole.

Sperammo sulo
ca nun affoga ‘a terra
comme ‘a guerra passata.
ca mò ca sta chiuvenne
pare nu triato: chi rire e chiagne
e chi apetta e tremma.

Gioacchino Ruocco

28/08/2013 – Ostia Lido

sabato 24 agosto 2013

PESCARA - JUVESTABIA: 3/0

La sconfitta annunciata e anche tanto desiderata  dalla dirigenza e dall’allenatore è arrivata con un risultato estremamente puntuale  e negativo a sottolineare il comportamento in campo tenuto dai giocatori schierati dalla Juvestabia. Disorientati è dir poco, come chi non sa dove si trova e non sa cosa fare e cosa ci sta a fare nel posto dove si trova.

Il Pescara, come tutte le squadre che credono nel loro ruolo e nel progetto di promozione, si annuncia come una delle più forti del torneo ed è anche vero che Braglia fa partire la sua squadra con sonore sconfitte, ma qualcosa bisognava anche fare tenuto conto che a Pescara si era andati per giocare una partita e non un “qualcosa di già visto”.

Neppure la prossima partita sarà facile, ma dai resoconti letti, che forse si ripeteranno la prossima settimana, in campo c’è stata  poca reazione alle azioni avversarie che hanno dimostrato una superiorità del Pescara meglio attrezzato e una Juvestabia ancora da costruire


PESCARA (4-3-3): Pellizzoli; Balzano, Capuano, Schiavi (40' p.t. Bocchetti), Rossi (35' p.t. Frascatore); Nielsen, Brugman, Bjarnason; Ragusa, Maniero, Mascara (36' s.t. Cutolo). All. Marino.

JUVE STABIA
 (3-5-2): Branescu; Martinelli, Figliomeni, Murolo; Ciancio, Davì (25' s.t. Parigini), Doninelli (30' s.t. Jidayi), Suciu, Vitale; Di Carmine, Diop (11' s.t. Sowe). All. Braglia.

ARBITRO: 
Maurizio Mariani di Aprilia

MARCATORI: 
22' p.t. Maniero; 44' p.t. Maniero; 29' s.t. Brugman
AMMONITI: Davì, Murolo

ESPULSI: Martinelli

Rivoltando la notizia:per il mondiale di rugby del 2015/2019, Castellammare di Stabia è stata individuata come sede di allenamento e sosta per una squadra teste di serie...

Carovana stabiese a Roma per il 6 Nazioni Italia-Irlanda

Post n°5428 pubblicato il 16 Febbraio 2009 da stabia_info
 
Foto di stabia_info
Serie C: recupero a Santamaria sconfitta con onore.
Una giornata di sport, divertimento e gioia, nonostante la sonora sconfitta dell'Italia quando si assiste ad una gara internazionale di rugby gli ingredienti del divertimento sono assicurati. Uno spettacolo colorato e coreografico unico nel suo genere, una voglia di divertirsi e gioire anche con un risultato no, questo è il popolo del rugby, persone semplici amanti del vero sport leale e rispettoso verso l'avversario. Castellammare di Stabia presente con oltre cinquanta tesserati Wasps per la maggiore giovani atleti under 18 e giovanissimi under 13 e 11. L'atmosfera pre-partita è una festa nel villaggio terzo tempo Peroni all'esterno dello Stadio Flaminio di Roma, migliaia ndi persone italiane e irlandesi si divertivano fra gli stands, con cori e tanto colore. I bambini stabiesi che per la prima volta assistevano ad uno spettacolo del genere sono rimasti senza parole, e pensare che l'Italia si è candidata speriamo che tutto vada in porto per portare a Castellammare il colore ed il calore del mondo della palla ovale. Nell'anticipo di San Valentino i Wasps in trasferta contro il fortissimo Sammaritano al secondo posto in classifica perdono 32 a 17. La squadra del presidente Fabio D'Arco e del tecnico Stornaiuolo arriva in una formazione anomala e rimaneggiata, pensare che scendevano in campo ben 7 under 19 tra cui ben due esordi assoluti in C. La squadra gioca bene, oltre ogni aspettativa e stupisce mettendo in seria difficoltà l'esperto avversario. I Wasps con un solo giocatore in panchina realizzano ben 12 punti sui calci piazzati con Alessandro D'Arco, che sfrutta al meglio gli errori degli avversari. La meta di Parmentola è deliziosa e ben studiata, il resto è una bella partita vinta dal Sammaritano meritatamente ma con fatica. stabiarugby.it

Da Stabianews

mercoledì 21 agosto 2013

PESCARA - IUVESTABIA : 24 agosto 2013 - Considerazioni.





In attesa della prima, Pescara – Juvestabia,  sto cercando di capirci qualcosa. Come “la notte prima degli esami” sono alla ricerca di motivi di esaltazione per mandar via quelli demoralizzanti. Ma è che nonostante tutto i nomi di quelli che saranno messi in campo non hanno per me un volto e una storia. Appartengono alla lunga serie delle promesse in attesa di futuri sviluppi, di crescere, di maturare, di imparare la disciplina del sacrificio per assegnarsi anima e corpo alla riuscita di quello che da ragazzo era un irrinunciabile sfogo dove smaltire i bollori nascenti

Ricordo che quand’ero ragazzo Castellammare produceva una quantità enorme di giocatori in erba e che molti di questi approdarono ai vivai della serie A. Era una città capace di organizzare con le forze in campo un campionato per una intera stagione e per diverse categorie di età.

Dal 1953 ho sentito arrivare grida dal Menti in tutte le ore della giornata quando non andavo a scuola. Le porte del Menti erano sempre aperte e negli mi è capitato di incontrare qui ad Ostia Lido un giocatore dello Stabia all’epoca della serie B. Fu lui a riconoscermi anche se all’epoca io ero un ragazzo e lui già un uomo fatto.

Ripassammo le formazioni di quell’anno della squadra e del risultato clamoroso del pareggio in casa di Stabia-Roma, merito del favoloso portiere Giudici anche se aveva già una certa età.

Oggi il mondo del calcio è pieno di sorprese: da ragazzini impertinenti ai violenti che sfogano la loro rabbia sugli avversari, da quelli che si vendono le partite a quelli che si drogano per ottenere risultati eclatanti.

Una volta gli sports erano utilizzati per sottrarre manovalanza alla delinquenza, oggi molti delinquenti si inventano calciatori con lo scopo di arricchirsi rapidamente.

Di quali elementi sarà fatta la nuova squadra e quali saranno gli interessi che ruoteranno intorno ad essa ?

Stando a trecento chilometri di distanza riesco soltanto ad avvertire delle sensazioni; certe notizie a volte mi confondono le idee, ma l’aria che spira intorno alla squadra sento che è ancora la stessa.

L’allenatore è ancora lo stesso e certa dirigenza pure, non se i tifosi saranno ancora disposti a subire come sempre è successo fin qui. Dovrebbero avere il coraggio di disertare il campo in segno di protesta
Per una, due, tre, quattro partite di seguito per dare la dimostrazione che esistono a una squadra che a volte ha dimostrato di non esistere, ad un allenatore che vedeva la sua squadra perdere partite che stavano vincendo, ecc. ecc.

Si è parlato di sconfitta da subito col Pescara dimostrando che saremo spettatori ancora una volta della solita politica del galleggiare a metà classifica continuando a respirare l’aria della B senza capire chela città non è in grado di dare un sostegno economico più grande di quello che dà senza una politica industriale parallela alle fortune della squadra.

Uscire fuori di Stabia per andare a giocare una partita non serve a gran che se la squadra non diventa messaggera delle bellezze della città, se la gente che la segue non è stimolata verso una crescita culturale che può dare un volto nuovo al nostro consorzio civile.

La squadra dovrebbe essere accompagnata da operatori sociali e dagli industriali se ancora ci sono, dalle autorità politiche per cogliere l’occasione dell’incontro di calcio come elemento fondante di  una nuova rinascita politica, sociale ed economica in accordo con le realtà che si vanno ad incontrare.


Questo mi scaturisce dal cuore e dalla mente in attesa di vittorie, per prima, e di sconfitte se non si avranno i mezzi ma sempre col sorriso sulle labbra e tanti motivi di buona volontà per crescere in pace insieme agli altri come compagni di strada e di vita.


martedì 20 agosto 2013

GELATAIO AMBULANTE

Dal "Libero Ricercatore"








E' un'attività non scomparsa del tutto. Le difficoltà di questi giorni a trovare un posto di lavoro, specialmente per quelli più anziani, portano a riscoprire quello che la civiltà industriale ha in buona parte cancellato. 

La storia qualche volta aiuta a risolvere i problemi della contingenza rimettendo in campo idee superate, atteggiamenti dismessi, ripieghi su un modello di vita che aveva valori nell'assenza di spreco basandosi su una vita più morigerata.

A leggere gli annunci pubblicitari su Internet direi che il mestiere ambulante di gelatiere o gelataio non è mai scomparso del tutto. In buona parte si è trasformato in postazioni d’attesa utilizzando non più il carrettino, mosso a pedali a spinta, a forma di barchetta con il quale il mestierante girava per il paese o per le contrade o i quartieri di una città che si andava dilatando.

Oggi si utilizzano camper, furgoni di media dimensione, guidabili con patente b, con allestimento per la vendita ambulante di gelati, granite e altri tipi di alimenti e bevande che hanno un valore da 25.000,00 € in su, se usati, fino a 12 pozzetti raffreddati da un impianto di refrigerazione su automezzo per 40 Kg di gelato vendibile contemporaneamente e dotato in oltre di frigoriferi e celle per la refrigerazione di alimenti e bevande.
Dalle foto raccolte si nota  che questi punti di vendita hanno sede in posti ormai destinati, ma esistono ancora luoghi dove il carrettino per la vendita delle granite non è rimasto solamente un ricordo.
Inoltre quanti italiani del nostro nord andavano nei paesi confinanti Francia, Svizzera, Austria, ecc.a vendere il gelato che avevano imparato a fare per rallegrare i momenti di isolamento passati nelle malghe ad accudire il bestiame.
Le regole sono cambiate in garanzia del consumatore che desidera non solo far fronte ai suoi ricordi ma anche al desiderio di calmare la propria arsura per mezzo di una granita o di un gelatino artigianale che ha caratteristiche meno uniformate a quelle della produzione industriale ma molto più rispondente a quelli della fanciullezza e della genuinità dei gusti naturali.
L’ambulante negli anni passati era quasi sempre quello che si improvvisava giorno per giorno venditore di prodotti stagionali che si prestavano nel succedersi delle stagioni. Il più delle volte iniziava questa attività che chiedeva solamente un po’ di faccia tosta e qualche lira di capitale per sbarcare il lunario, per arrivare ad accumulare qualcuna per i periodi grami.
Finita la stagione l’ambulante gelataio scompariva, ma te lo trovavi davanti con più coraggio su fronte di un altro prodotto.
Oltre alla disperazione c’era alla base dell’impresa sempre e comunque una idea vincente e per lui convincente con la quale cercava di attirare a sé più attenzione di quella che gli altri erano capaci di attuare.
Il prodotto era frutto di acquisti occasionali, ma un gelato, ancora oggi, non è un prodotto alla portata di tutti nonostante le macchine messe in commercio.
Portarlo in giro per il paese costituiva la soluzione di una serie di problemi da risolvere che erano già stati risolti da altri, ma che bisognava quantomeno apprendere e saper condurre per avere un prodotto sempre in linea, come oggi si dice, con le esigenze di qualità e di vendibilità.
Una granita non poteva e non doveva ne sciogliersi ma neppure diventare un ghiacciolo, doveva restare tremolante e a scaglie e per questo era necessario essere sempre fornito di ghiaccio e salamoia  da inserire nella cella frigorifera costituita da un pozzetto in un pozzetto più grande che conteneva il ghiaccio e la salamoia che andava reintegrata con altro ghiaccio e con altro sale per cui il gelataio o gelatiere era costretto a  portare con se una bacchetta di ghiaccio che doveva servire di scorta nei lunghi tragitti
Di tanto in tanto il pozzetto doveva essere agitato sia in senso orario che antiorario per evitare che il prodotto potesse diventare un solo blocco di ghiaccio.
Il più delle volte il ghiaccio di scorta costituiva un'altra occasione di vendita: grattandolo con un attrezzo, provvisto di un vano di raccolta, che nella sua forma rassomiglia alla pialla del falegname, veniva venduto cosparso di sciroppo, denominato cazzibbocchio.
Per attirare i clienti come le mosche, la ricetta della granita doveva risultare esclusiva, caratterizzata principalmente dalla qualità dei limoni che erano tenuti in bella mostra abbondantemente sul carrettino per testimonianza di quello che si affermava ed eventualmente per venderli, da un buon dosaggio dello zucchero e per qualche altro accidenti che era tenuto sempre segreto per stimolare la fantasia del consumatore.
Non so quanto di vero ci fosse in quello che raccontavano, ma quei pochi gelati che ho consumato acquistandoli dagli ambulanti ricordo poco anche se in maniera gradevole. Mi piaceva l’immagine che mi mettevano davanti. I colori in essa contenuti, la sfrontatezza del venditore che era sicuro di quello che andava gridando in giro per vantare il suo prodotto. Ricordo il senso di freschezza una volta avvicinato alle labbra e la eventuale bontà quando il gelato non era molto zuccherato per mascherare l’asprezza del limone.
La ricetta doveva essere per forza a base di acqua, succo di limone e zucchero. Non poteva essere diversamente. Gli addensanti naturali esistevano anche allora, ma il latte se veniva adoperato per rendere la granita più cremosa, proprio non lo si avvertiva.
La purezza dell’acqua è molto importante sulle grandi quantità per non rovinare la stagnatura del pozzetto che allora era di rame stagnato, tenuto conto che il rame è il materiale che più si adatta nella cottura dei cibi per lo scambio rapido di calore o freddo che consente.
Le voci di richiamo erano quelle che si inventavano di volta in volta gli stessi venditori a seconda della fortuna che incontravano. 
Comunque oltre a risolvere il problema della sopravvivenza a quello che lo praticava era un momento felice della giornata quando lo si incontrava sul proprio tragitto, una macchia di colore che non passava inosservata e non facile da trascurare come l’oasi in mezzo al deserto nei giorni di caldo estremo e conforto per bambini  ed anziani che non ne sapevano fare a meno.


da Internet

da Internet


 Piaggio Porter Gelateria Ambulante

Reggio di Calabria                                                    25.000 €
Piaggio porter modificato per uso speciale gelateria. Fino a 12 pozzetti raffreddati per più di 40 kg di gelato vendibili contemporaneamente. Dotato di frigorigeri e celle per la conservazione di alimenti e bevande...

Napoli
 Fiat 30.000 kms. 2006                                             24.900 €

4.       Apecar Adibita Per Vendita Di Gelati, Gelateria Ambulante, Pisa

 apecar 55.000 kms. 1988                                     13.000 €
Vendo apecar per vendita ambulante di gelati, fornita di registratore di cassa, casseto per i soldi, fili di corrente per il caricamento dei frighi, gruppo ellettrogeno esterno, luci di emergenza e normali, ape revisionata.. 

5.         Furgone Patente B Gelateria Graniteria Ambulante  Lecce

 Su furgone di media dimensione, guidabile con patente b, allestimento per vendita ambulante gelati, granite e altri tipi di alimenti e bevande. I pozzetti per il gelato artigianale sono raffreddati con l'utilizzo del glicole...

  Piaggio Porter Gelateria Ambulante — Gallipoli             5.000 €
Prodotto da: piaggio modello: porter gelateria miglia: 10.000 kms anno: 2013 condizione: nuovo - gallipoli.

1        Ape Calessino Gelateria Ambulante Con Carapine E Pozzetti

Matera 
 Ape Calessino 5.200 kms. 2013   25.000 €
Vendo ape calessino con modifiche in vetroresina personalizzato per gelateria ma personalizzabile per ogni altra tipologia di attività commerciale, anche fast food o vendita al dettaglio di oggettistica. Chiamare...



NON E' UNA RECLAME - Come togliere velocemente il ghiaccio dal vetro della vostra auto

  Come togliere velocemente il ghiaccio dal vetro della vostra auto Con un acquisto di pochi euro si risolve un problema piuttosto frequente...