lunedì 16 marzo 2015

C'è un caffè sospeso in qualche bar di Castellammare di Stabia ?







Me vulesse fà na cammenata

pe cagnà aria, pe turnà 'o paese.

‘O core ogne tanto ave bisogno

 e avanza cchiù pretese
‘e quann’era guaglinciello.
Ne leggo tante c‘avesse avè paura

ma io cu ‘e figlie ‘e ndrocchie
sto ‘int’’a macchia.
‘O meglio ‘e chiste

a me nun me nu ‘mpapocchia.
‘O guardo dint’a ll’uocchie
e si s’accocchia

so’ cacchio suie.
Le dongo na carocchia…
cu tutt’’e sentimente

Ma mò parlammo ‘e nuie?
Te trovo quanno arrivo
o ancora si currivo

comme a quanno
te cummannavo a stennere
                        dduje panne ?

M’’o ppave stu cafè
c’’a fine ‘o mese
aggia truva chi me fa ‘e spese,

si no cerco nu barre
cu nu cafè sospeso
‘a faccia toja

e ‘e tutte ‘e stabbiese.
'E castelluoneche
so’ tutto n’ata cosa.

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido       16/03/2015


Caffè sospeso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il caffè sospeso è un'abitudine filantropica e solidale, un tempo viva nella tradizione sociale napoletana. Viene (o veniva) posto in essere dagli avventori dei bar di Napoli mediante il dono della consumazione di una tazzina di caffè espresso a beneficio di uno sconosciuto.

La tradizione

Quando un cliente ordina un caffè sospeso, si trova a pagare due caffè pur ricevendone uno solo. In questo modo, quando una persona bisognosa entra nel bar può chiedere se c'è un caffè sospeso: in caso affermativo, riceve la consumazione di una tazzina di caffè come se gli fosse stata offerta dal primo cliente. Questa tradizione è stata un'usanza viva nella società napoletana per diversi anni, ma poi ha conosciuto un declino.
Secondo lo scrittore Riccardo Pazzaglia, la tradizione avrebbe origine dalle dispute che sorgevano al momento di pagare il caffè tra gruppi, amici, o conoscenti, incontrati al bar[1]: poteva succedere, allora, che nell'incertezza tra chi aveva consumato e chi riteneva di dover pagare per gli altri, si finisse per pagare un caffè che non era stato consumato[1]. In tal caso, non si chiedeva indietro il credito che ne scaturiva, ma si lasciava valida l'offerta a beneficio di uno sconosciuto[1]. Questa usanza faceva parte di un repertorio di gesti coesivi e solidali che erano in uso nella società napoletana (tra cui il cosiddetto "acino di fuoco", un tizzone portato sulla paletta che, nei cortili napoletani, veniva offerto da chi aveva già acceso il focolare in ore più mattiniere, a beneficio degli altri coinquilini che potevano risparmiare il consumo dei fiammiferi[2].
Nel 2008, lo scrittore Luciano De Crescenzo ha raccolto ed elaborato una serie di articoli di giornali, considerazioni e aneddoti sul tema, intitolandoli Il caffè sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi.
Il 10 dicembre 2011 la "Rete del Caffè Sospeso" ha istituito la "Giornata del Caffè Sospeso" con l'appoggio di diverse associazioni culturali.
Dal primo trimestre del 2012 l'organizzazione onlus 1 Caffè cerca di riproporre questa tradizione a scopo benefico e su base volontaria.[3]

Nel resto del mondo

La pratica del caffè sospeso è stata provata anche in alcuni bar della Bulgaria,[4]Irlanda,[5] a Newcastle,[6] Spagna[7] in Canada[8] in Francia[9]Belgio[10] e Argentina[11]. In Argentina l'abitudine assume caratteristiche specifiche delle tradizioni alimentari di quel paese, l'"Empanada Pendiente".[12]

Iniziative similari: il "libro sospeso"

L'usanza tradizionale ha dato spunto a iniziative simili in altri campi del consumo: ad esempio, nel settore della piccola distribuzione libraria, ha iniziato a prendere piede un'iniziativa che promuove un'analoga abitudine, quella del "libro sospeso", in cui il frequentatore della libreria lascia dietro di sé un libro pagato, in base a un titolo da lui scelto[13]. L'iniziativa è partita nel 2010, per opera di due piccole librerie a Palermo e a Polla (nel Cilento), per poi approdare, nel 2014, anche presso una grande catena della distribuzione organizzata, suscitando qualche protesta nei piccoli librari[13]

La "poesia sospesa"

La “Poesia Sospesa al Bar” è una rassegna di poesia nata, a Napoli, da un'idea della poetessa Ketti Martino e realizzata in collaborazione con Pino De Stasio, poeta e gestore della Caffetteria "Settebello", associata alla Rete del Caffè Sospeso.
La Rassegna, tenuta a battesimo l'8 marzo 2014, ha avuto come finalità quella di sottrarre la Poesia all'asfitticità dei salotti letterari e delle accademie, coniugando l'antica tradizione filantropica del caffè sospeso alla Poesia, alla lettura e alla fruizione della Poesia, in quanto bene comune da condividere.
La Rassegna, articolata in cinque incontri che hanno visto alternarsi gli interventi letterari di poeti di spicco del territorio napoletano e campano, è stata caratterizzata dalla distribuzione di testi poetici da parte dei partecipanti sia al pubblico sia alla Caffetteria come dotazione di "Poesia Sospesa", appunto,
a beneficio di futuri avventori/lettori.

"Caffè Sospeso"[modifica | modifica wikitesto]

Rubrica letteraria scritta da Laura Defendi, pubblicata nel sito "Sdiario" di Barbara Garlaschellidal 2014 con cadenza quindicinale. La rubrica racconta e commenta fatti, accadimenti e notizie, con uno sguardo tra il poetico e il divertito.

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