“L’OMBRA DELLA LUNA NUOVA”: INTERVISTA A VALERIA MARZOLI – DI MICAELA MAURI

“L’OMBRA DELLA LUNA NUOVA”: INTERVISTA A VALERIA MARZOLI – di Micaela Mauri
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NAPOLI\ aise\ - Valeria Marzoli non è nuova alla pubblicazione: infatti ha già all’attivo due sillogi poetiche (Vuoto a perdere e La luna ed altri fuochi) che hanno ottenuto un buon riscontro al livello critico; “Scricchiolino”, libro per ragazzi che in modo frizzante ma profondo narra le difficoltà di crescere di un ragazzino, il thriller psicologico “Delitto Perfetto” che descrive l’ambivalenza dell’animo umano e il libro per adolescenti “Colpire al cuore”.
Adesso invece è in libreria il suo ultimo lavoro “L’ombra della luna nuova. ’A storia dôrre ’e Castiellammare” che la Kairós Edizioni presenta oggi, 21 dicembre, alle 17.00 presso Mooks Mondadori all'interno della struttura N'Albero Lungomare Caracciolo - Rotonda Diaz a Napoli. Con l’autrice intervengono Maria Verde, autrice, sceneggiatrice e registra cinematografica e Rino di Martino attore e regista. Modera l’incontro il giornalista Giuseppe Giorgio.
Un giovane maresciallo dei Carabinieri, Domenico Parescandalo, a cui spetterà farsi carico delle indagini per scoprire l’assassino di Filippo Suarato; una serie di possibili colpevoli che hanno visto le loro vita travolte dalla miseria e soprattutto Castellammare di Stabia colta nell’inverno del 1931. Sono questi alcuni dei punti peculiari del nuovo libro uscito per la Kairós Edizioni di Napoli (€15 pagine 195). 
D. Partiamo dall’inizio: L’ombra della luna nuova. Un titolo avvincente ed evocativo.
R. Non tutto è sempre come appare. Anzi mai lo è. Ed è proprio nella parte in ombra dove vengono nascosti i segreti più scabrosi, le verità più scomode che bisogna avere il coraggio di affrontare perché il passato è come l’onda del mare che ritorna. Sempre. Ed è proprio in questo spazio angusto e tortuoso che il maresciallo Parescandalo dovrà muoversi e indagare sui demoni del passato che attanagliano tutti i sospettati dell’uccisione del violento ma anche affascinante usuraio Filippo Suarato.
D. E per quanto riguarda il sottotitolo: ’A storia dôrre ’e Castiellammare?
R. Il mio testo è un thriller storico ambientato a Castellammare di Stabia nel 1931 e descrive la misera esistenza di parte degli abitanti della città e proprio per calarmi in quella realtà il linguaggio che utilizzo è stato naturalmente l’italiano ma anche il dialetto napoletano in quanto esso è vicino all'anima della povera gente e meglio mi è servito per riuscire a descrivere il dramma della sopraffazione che tante creature hanno dovuto patire in quei tristi anni e quindi aderire meglio all'ambientazione dei primi anni ‘30.Sarebbe mai stato credibile per l’acconciambriella o per il carnacuttaro parlare in italiano? Direi proprio di no. Il napoletano è una lingua suadente, avvolgente che riesce ad esprimere delle sensazioni, delle emozioni che l’italiano finisce per perde. Ho scelto di utilizzarlo perché narro una storia di vinti, vinti dalla vita, vinti dalla miseria, vinti dal destino e non avrei potuto esprimermi con tale efficacia in nessun altro modo e poi perché a mio padre Aldo piaceva tanto parlarlo e questo è stato un modo per ricordarlo.
D. Nel suo libro c’è una cura per i dettagli.
R. Per aiutarmi a ricreare l’atmosfera dell’epoca ho letto molti libri di storia soprattutto della biblioteca di mio padre; consultato testi storici relativi Castellammare di Stabia; visionato illustrazioni e quadri degli anni ’20 e ’30; mi sono documentata sugli articoli di giornale del periodo che ho preso in esame; scelto testi di canzoni napoletane; sfogliato riviste di moda e persino il mitico Corriere dei Piccoli. Nulla è stato lasciato al caso neppure le condizioni atmosferiche e astronomiche: la notte 19 gennaio 1931 in cielo c’era la luna nuova, l’inverno del 1931 è stato uno dei più freddi che l’Italia abbia mai registrato. Insomma prima di cominciare la stesura del testo ho dovuto studiare e analizzare ogni particolare che mi servisse per raccontare quegli avvenimenti.
D. Ci dica come è nata l’idea di questo libro.
R. È sempre difficile raccontare la genesi di un romanzo, di come giorno dopo giorno prima un paragrafo poi un capitolo prenda sempre più forma. Quello che mi premeva descrivere con questo libro è l’ambivalenza dell’animo umano, il rapporto con il proprio passato e la solitudine che avvolge ogni essere umano. Partendo da questi temi centrali mano a mano ho cominciato a delineare tutte una serie di situazioni e intrecci che poi hanno portato a realizzare il libro.
D. Quali sono i temi fondamentali del libro?
R. L’usura, i bordelli, la famme fatale, ‘a rrobba mia, le leggi del cuore, un dialetto affascinante, l’italiano che unisce, u’ Re, “la donna fascista deve essere moglie e madre”, la traversata oceanica di Italo Balbo, i demoni del passato, l’odio, l’ammore sono queste le parole che uniscono le pagine di questo thriller giocato tutto sull’importanza dei particolari. “L’ombra della luna nuova” è sì un giallo classico ma oltre a ciò è anche un romanzo storico che ci offre uno spaccato della vita di provincia nel 1931 e dell’Italia intera che sta vivendo il delirio fascista, infatti la tisi, i pidocchi, la miseria, i geloni non erano una prerogativa esclusiva di Castellammare. 
D. Nel testo c’è anche una grande attenzione per il cibo. Come mai questa scelta?
R. Nel libro si parla di fame, di miseria, di pescatori con ceste miseramente vuote e per contrappunto ho dato grande attenzione, quando c’era, al cibo. Preparato. Mangiato. Esposto in bella mostra.Il tutto nella speranza che le mie descrizioni possano suscitare nel lettore un leggero languorino allo stomaco.
D. Lei nasce come poeta poi si è dedicata alla letteratura per ragazzi e già da alcuni anni alla scrittura noir. Come convivono in lei questi vari aspetti?
R. La parola mi serve per esprimere gli aspetti più reconditi del sentire ed è questo quello che penso quando mi approccio a scrivere questi diversi generi letterari. In me non esiste nessuna dicotomia piuttosto è un modo diverso di rapportarmi a questi mondi lontani eppure vicini tra loro. L’obiettivo a cui miro per tutti i miei lavori è sempre lo stesso, emozionare i miei lettori. A qualsiasi età appartengano. E questo vale sia quando scrivo versi o storie per ragazzi o thriller.
D. Definisca il suo libro con tre aggettivi.
R. Crudele, spietato ma profondamente umano. (micaela mauri\aise)