lunedì 16 dicembre 2013

Monete presenti a Castellammare e nel Regno delle due Sicilie in epoca angioina ed aragonese.

Monete presenti a Castellammare e nel Regno delle due Sicilie in epoca angioina ed aragonese.

Nome
Località
Tipologia
Materiale
Peso/gr
dinastia
Conio
Dal
 Fin a
Carlino
Cavalli
Ducato
Grani
lire
Quattrini
Tornesi
Valuta
Carlino
Napoli
Moneta
Oro

Angioina
1278

1784



10
0,4368

20

Carlino
Napoli
Moneta
Argento



1784
1814


  1/10

0,4249



Cavallo
Napoli
Moneta
Rame

aragonese

1472
1814



  1/12




Cavallo
Napoli
Moneta
Rame

aragonese


1814



  1/10




Cavallo
Napoli
Moneta
Rame

aragonese


1784




0,0036



Cavallo
Napoli
Moneta
Rame

aragonese

1784
1814




0,0035



Centesimo
Napoli
Moneta










1/100



Doppio
Napoli
Moneta
Oro
5,869






4

18,3200



Ducato
R2S
Moneta
Argento




1865
10


100




Ducato
RD'Italia

Moneta




1865





4,2500



Grano
Napoli

Moneta




 1784


12


0,0437
3,0000
2

Grano
Napoli

Moneta




1784
1814




0,0425


€ 30,00
Lira
Napoli

Moneta
Argento





2 e 34/100







Grana / soldo
Napoli

Moneta
Argento

aragonese


1813

12




2

Grana / soldo
Napoli

Moneta





1814

10






Tari
Napoli
Moneta


araba






20
0,8737

40

Tornese
Napoli
Moneta






  1/20
6

 1/2




Tornese
Napoli
Moneta




1784
1814




0,8497



Zecchino*
Napoli
Moneta
Oro
2,907

1284











* Moneta veneziana in oro, ma valida anche nel Regno delle due Sicilie.
Con il doge Francesco Venier (1554 – 1559) la moneta si chiamò, per la prima volta, zecchino anche pubblicamente.
In questo periodo valeva 7 lire e 12 soldi.
Furono emesse sia frazioni da mezzo e da un quarto di zecchino, che multipli da 2, 3, 10, 12, 100 zecchini.
Dopo la caduta della Repubblica ci furono alcune emissioni effettuate dagli Austriaci, a nome dell'Imperatore Francesco II.
Il dritto mostrava il doge inginocchiato davanti a San Marco, il rovescio l'immagine di Cristo.
Il contenuto in oro dello Zecchino veneto varia leggermente a seconda del periodo ma era pari a 3,494-3,559 grammi d'oro
 praticamente puro (997‰).
All'inizio del XVII secolo a Venezia fu coniato uno Zecchino d'argento dal valore di 10 lire


Carlino o Saluto


Cavallo

Cavallo


Il più noto tornese coniato in Italia è il tornese napoletano. Fu una moneta di rame emessa dagli Aragona a Napoli alla metà del XV secolo e battuta fino al 1861.
Le prime monete emesse recavano l'immagine del re seduto di fronte sul trono e la croce di Gerusalemme al rovescio. Furono emessi anche in altre zecche del regno: BarlettaGaeta,CapuaCosenzaIserniaLecce ecc.
Valeva 1/20 di carlino o 6 cavalli.
Il sistema completo era così articolato:
ducato = 5 tarì
tarì = 2 carlini
carlino = 10 grana
grano = 2 tornesi
1 tornese = 6 cavalli.
Il tornese di Carlo di Borbone (1734-1759) recava al rovescio le scritta "HILARITAS" su tre righe. La moneta da tre tornesi era chiamata anche "Publica" per la scritta "PVBLICA LÆTITIA" che recava al rovescio.
La moneta da tre tornesi di Ferdinando IV aveva invece la scritta "PVBLICA COMMODITAS". Sulla moneta da un tornese era scritta l'indicazione del valore "TORNESE CAVALLI VI" su quattro righe. Furono coniate anche monete da 10, 8, e 5 tornesi, tutte di rame.
Durante la Repubblica Napolitana del 1799 furono coniate due monete da 6 e 4 tornesi. Entrambe recavano al diritto il fascio consolare sormontato dal berretto frigio.
La seconda monetazione di Ferdinando IV (1799-1805) presenta monete da 6 e 4 tornesi. Sulla moneta da un tornese c'era l'indicazione del valore in cavalli.
Durante i regni di Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e di Gioacchino Murat (1808-1815) non furono emessi tornesi.
Con il ritorno al trono di Ferdinando e con la sua terza monetazione, quelle del 1815 e del 1816, furono coniate monete da "OTTO TORNESI" e da "CINQUE TORNESI".
Con la quarta monetazione, emessa dopo il 1816, quando Ferdinando riunì i due regni e prese quindi il nome di Ferdinando I, furono emesse monete da dieci, otto, cinque e quattro tornesi. La moneta da un tornese fu emessa solo nel 1817 ed era la moneta di minor valore coniata.
Francesco I (1825-1830) emise solo le monete da 10, 5, 2 tornese e quella da "TORNESE UNO", mentre Ferdinando II (1830-1859) coniò quelle da 10, 5, 3, 2, 1 1/2 da 1 e da 1/2 tornese. Su tutte le monete il valore era espresso in lettere.
L'ultimo Borbone di Napoli, Francesco II (1859-1861), durante il breve regno, coniò monete da 10, 5 e 2 tornesi.


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