domenica 6 ottobre 2019

LA SINESTESIA COME CONTAMINAZIONE DEI SENSI AL MUSEO FJILKAM

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con fermata a Castelfusano





LA SINESTESIA COME CONTAMINAZIONE DEI SENSI
AL MUSEO FJILKAM LA MOSTRA “LA MUSICA: FORME E COLORI”

Questa calda estate, ricca di eventi culturali, si chiude con la splendida Mostra d’Arte “La Musica: forme e colori” allestita al Museo degli Sport di combattimento al Centro Olimpico FIJLKAM in Via dei Sandolini n 79 - 00122 Lido di Ostia RM. La mostra s’inaugura il 15 ottobre 2019 alle ore 16,30 e resterà aperta fino al 7 marzo 2020. Le periodiche mostre collettive allestite
in questo Museo si confermano come appuntamenti ormai consolidati nell’ambito della comunicazione culturale del Litorale e s’impongono non solo come una vetrina di eventi, ma come un luogo per creare relazioni, stabilire connessioni inedite, promuovere lo sviluppo della ricerca artistica e come punto di riferimento e di crescita specialmente per i giovani.








Questa è la quindicesima Mostra d’Arte ideata e curata dall’illustre architetto Livio Toschi, Direttore del Museo e autore del pregevole libro “Storia della Lotta attraverso l’Arte e la Letteratura”. Nel 2019 è stato premiato dal CONI che gli ha conferito la Stella di Bronzo al Merito Sportivo.

La costante attenzione della critica, la qualità e l’impegno organizzativo oltre che l’alto livello di partecipazione sia degli artisti che dei fruitori rendono, anno dopo anno, ogni inaugurazione un appuntamento di grande prestigio.
Tra le Arti la forma più antica è proprio la Musica ed ogni civiltà ha sviluppato un proprio sistema musicale capace di risvegliare l'idea di una cosa perfet- ta, gradevole e ben ordinata come il ritmo e il battito del cuore umano.

In un percorso di sperimentazione e di esplorazione del tema “La Musica: forme e colori” i 51 artisti partecipanti – Donatella Antonangeli, Vittoria Baldieri,
Luigi Barbaresi, Augusto Bellanca, Elisabetta Bertulli, Ercole Bolognesi,Ugo Bongarzoni, Cristina Cardani, Antonella Cascio, Italo Celli, Franco Ciotti, Gianfranco Coppola, Antonio Di Bianca, Francesca Di Leo, Clara Di Curzio, Luigi Di Santo, Lanfranco Finocchioli, Fabio Finocchioli, Simonetta Frau, Liana Girlanda, Silvia Girlanda, Fabiana Giusti, Erminia Guarino, Roberta Gulotta,
Marta Iacoangeli, Sevasti Iallussi, Ilaria Lanza Valeria Macaluso, Giuseppe Marchetta, Isolina Mariotti, Salvatore Marsillo, Gino Meddi, Laura Muia, Ezio Neri, Felice Paolone, Brunella Pasqualetti, Dino Patroni, Claudia Pini, Claudia Popescu, Anna Maria Porcu, Valentina Roma e Valerio F., Roberta Rubegni, Patrizia Santoro, Egidio Scardamaglia, Luigi Speranza, Loredana Spirineo, Susanna Stronati, Lucio Trojano, Daniela Ventrone, Francesco Zero – hanno adottato differenti linguaggi artistici, varie tecniche e stili che spaziano dalla figurazione all’astrazione ispirandosi ai personaggi, alle vicende, agli strumenti, ai Conservatori, agli spartiti e ai brani che alla musica sono collegati.

In particolare l’artista Ercole Bolognesi, nella sua opera “ Musica sinfonica in via Giulia”con il suo tratto distintivo, dinamico ed elegante richiama l’attenzione su quei brani musicali colt i , eseguiti da un ampio organico  orchestrale , sullo sfondo di una strada storica, progettata e realizzata in parte da  papa Giulio II  allo scopo di aprire un nuovo, armonico percorso nel cuore di Roma. Antonio Di
Bianca nella sua opera “Donna violino” una scultura in legno di olivo, mette in relazione il corpo di una donna ad uno strumento musicale, due elementi che collidono nel segno dell’armonia assoluta e dell’amore per la vita.

Quanto sei bella Roma

Nell’opera di Giuseppe Marchetta “Quanto sei bella Roma!” un’immagine
della Città eterna con le sue cupole e le sue rovine emerge dalla nebbia e i colori teneri, azzurrini e sfumati si fanno poesia, musica, malinconia, sogno, evasione. Quella tela sulla destra con la sua chiave di violino e il suo rigo musicale appare come una biografia simbolica dell’artista, poiché vi sono raffigurate tutte le attività che illuminano la sua vita. “Concerto a Santa Cecilia” di Lanfranco
Finocchioli vive in un’atmosfera metafisica per la collocazione insolita ed analogica degli elementi: una donna quasi incorporea dorme sulla tastiera di un pianoforte, due angeli suonano e un uomo invasato dalla musica guarda fuori dalla tenda rossa che separa “la profondità abitata” diquell’angolo dell’esistente dalla pura realtà.

L’opera di Fabio Finocchioli “Serenata” esprime un bisogno di libertà assoluta, un obiettivo pedagogico, ma anche un modo di creare e di fruire di un’esperienza estetica, emotiva con intrecci e commistioni emozionali. Un buffo cantante dalla faccia di luna, sdraiato sotto un cielo stellato, sui tetti delle case di un paese, accompagnandosi con la chitarra, fa la sua dichiarazione d’amore solitaria non ad una donna, ma all’universo intero.


Oltre la mostra collettiva è in esposizione anche la personale del pittore Enrico Ferri intitolata “Armonie cromatiche”, con una serie di opere astratte che evidenziano un percorso culturale serrato e significativo e la figura di un artista autentico dalla fantasia fervida e capace di tramutare ogni sensazione vitale in immagini che hanno la valenza di labirinti interiori dal significato simbolico e magico. Le sue armonie cromatiche suscitano una molteplicità di sensazioni e di emozioni in una sinestesia intesa come contaminazione dei sensi.
Quando a Vassily Kandinsky - un pittore franco-russo, precursore e fondatore della pittura astratta che aveva intuito l’intenso rapporto tra la pittura con le sue forme, luci e colori, la musica e la poesia - fu chiesto se la relazione tra il suono e il colore era una semplice sensazione o si trattava di un rapporto scientificamente provato, egli rispose: "Presta le tue orecchie alla musica, apri gli occhi alla pittura, e ... smetti di pensare! Chiediti solamente se lo sforzo ti ha permesso di asseggiare all'interno di un mondo fin qui sconosciuto. Se la risposta è sì, che cosa vuoi di più?

Quando parliamo di correlazione, di armonioso rapporto tra suono e colore ci riferiamo senza volerlo ad un fenomeno chiamato SINESTESIA: dal greco συν-αισθάνομαι che in italiano vuol dire percepire insieme. 
L’interesse per la sinestesia compare agli inizi del Novecento, ma venne inizial- mente considerata quasi come un’invenzione della fantasia. Dobbiamo tuttavia aspettare il 1980 prima che vengano effettuati studi neurofisiologici che hanno dimostrato che, in concomitanza di esperienze sinestetiche, il cervello attiva contemporaneamente aree sensoriali differenti e le moderne tecniche di neuro immagine funzionale, ne offrono la dimostrazione.

Drs. Anna Iozzino
(Storica e critica d’arte)

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