giovedì 8 settembre 2011

GLi stabiesi nel 1636

Nel 1600 Castellammare "continuava nel suo processo di crescita economica e civile, iniziato intorno alla metà del secolo precedente. Operoso centro artigiano, agricolo, mercantile per tutto quel periodo, la città sembrava aver finalmente trovata la propria dimensione. 

Il mare, al di là della sua importanza come via di comunicazione e commerciale con gli altri paesi costieri, era divenuto, infatti, una fonte di lavoro che aveva preso il sopravvento sull’antica attività agricola. 

All’inserimento della città nel processo di espansione economica del regno avevano comunque contribuito non poco anche l’autonomia gestionale concessa dai Farnese,  feudatari della città sin dal 1541, e il rispetto da questi mostrato per le consuetudini locali, legittimate peraltro da antiche Grazie e Privilegi

Sul piano amministrativo i vecchi contrasti esistenti con gli abitanti dei borghi collinari (Terzieri), che sovente proclamavano la propria autonomia, erano stati appianati nel 1605 con la definitiva aggregazione di questi al corpo della città; meno aspre apparivano, infine, le tensioni tra i vari ceti sociali dopo i grandi clamori del secolo precedente, anche se le conseguenze continueranno ad influire negativamente sull’attività amministrativa. In sostanza, Castellammare mostrava tutti i sintomi di una società in piena evoluzione, i cui risultati migliori si avranno nel corso del XIX secolo."

1636: ALIMENTI CONSUMATI DAGLI STABIESI

Buone carni di ogni sorte
Pesci in abbondanza
Abbondantissimi frutti di ogni sorte: pere bergamotte, uva, et altri frutti principali, che si mantenghino da un anno all’altro.
Vini locali prodotti in abbondanza et buonissimi
Grano,
legumi
et  ogni sorte di verdume.

E’ la detta città abbondantissima d’acque fredde et buone, con due fonti dentro la città et altri pozzi sorgenti; et anco accosto la muraglia da dentro la porta detta delle fontane, nelle falde del monte, vi è un fonte abbondantissimo d’acqua che scatorisce con molta furia et macina due moline che sono de Santo Iacovo de Capra dell’ordine Certusiano, che si affittano annui ducati 2000.





Estratto da "www.StabiaChannel.it – Rubrica Castellammare di Catello Vanacore "

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