sabato 3 settembre 2011

Il carattere degli stabiesi



Raffaele Viviani (Attore, Poeta e Commediografo)
 
Non ho mai studiato psicologia, so poco degli studi di Cesare Lombroso e so ancora meno di tante altre cose che mi frullano per la testa, ma che gli stabiesi siano "individualisti" alla massima potenza nessuno lo può negare.

Affida un incarico a un mio paesano e ti troverari davanti, dall'oggi al domani, un professore che sa 'o piecco e 'o miecco di tutto lo scibile umano.

Nel Romanzo "Figli difficili" che invito a leggere tutti quelli che ancora non l'hanno fatto c'è una descrizione ben precisa di quelli che erano e ancora sono i pregi e i difetti dello stabiese dal dopo guerra in avanti.

Quando si trovano lontano dal proprio paese e scorgono un loro compaesano è come se gli fosse dovuta dal mal capitato, anche l'anima, come debito di appartenenza alla stessa città.

Quando abitavo a Torino appena alcuni di quelli che cercavano "un posto a terra" vennero a conoscenza del mio recapito, davanti alla porta di casa mia incominciò ad esserci una fila di "cercatori della sistemazione ottimale" ad un certo stipendio al mese perche le mogli si erano abituate ad un certo tenore di vita. Li guardavo stupito per la sfrontatezza delle loro pretese.
Qualche sistemazione onorevole l'ho dovuta procurata per forza al marito di mia cognata che ogni volta che aveva una difficoltà, tornava per rimproverarmi che la ditta non lo trattava bene, non teneva conto che era un mio raccomandato e che proprio non riusciva a sopportare il principale che non lo trattava con i guanti bianchi.
Per altri che pure mi stavano a cuore, quando non riuscivo nell'intento mi guardavano come un traditore. Solo raramente ho ricevuto la ricoscenza di qualcuno che, dopo essersi seduto ripetutamente alla mia tavola, mi criticava aspramente perchè non mi adattavo ai suoi condizionamenti.

Sono sempre stato e sempre sarò un uomo libero e pertanto, anche se la cosa non sempre si accompagna al concetto espresso in apertura, forse sono un autentico individualista. Vista così la cosa mi dispiace a metà, ma non voglio iniziare polemiche inutile che, se qualcuno mi legge, ne ho innescate già tante.

Il vocabolo "prosopopea" a Castellammare è ancora in auge. Molti lo adoperano per proteggersi contro quelli che si ritengono capaci di fare una cosa e non mancano occasioni per dimostrarlo. Per mettere fine ad una corrispondenza con la quale il destinatario ad adoperarsi per acquisire una maggiore cultura per proseguire con cognizione di causa la sua attività di collezionista ho dovuto snettere di rispondere alle annotazioni che mi arrivavano. Ero stato frainteso anche se il mio carattere è quello di spronare ad iìuna maggore professionalità quelli che si pongono artefici di qualcosa poggianda le loro iniziative soltanto su una grossa ignoranza che ne manifesta i limiti ogni giorno.

Non è che io sia migliore degli altri perchè ho un grande pazienza. Il mio limite sta nella coscienza che ho del mio non sapere. Con quello che io so gli altri ci fanno un impero. Rischio così di diventare scocciante, ma vorrei da chi mi leggerà, secondo lui, un'idea del carattere degli stabiesi oggi, attualmente, mentre io dedico alla ricerca di documenti del passato che tengo a disposizione, le annotazioni che possono tornare utili a definirlo come si presentava nei secoli scorsi.


                                                                                                           Gioacchino Ruocco

 
Regista, produttore cinematografico, sceneggiatore.


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