giovedì 1 settembre 2011

Juve Stabia – Hellas Verona 1 - 2



Decisamente sbagliata la mentalità con la quale si è iniziato questo campionato. Il San marco o lo Stadio Menti, come preferite, non può costituire una passerella per far divertire i tifosi delle squadre avversarie che vengono a mostrare ai loro beniamini cosa sanno fare e le trasferte una gita fuori porta per visitare paesi che fino ad ieri i nostri concittadini non avevano ancora visitati.

Questo è il mio commento mentre la squadra  e chi ne è responsabile staranno sicuramente una recitando un atto di dolore per aver smarrito il senso e la ragione nella partita di ieri.
Adesso basta con l’euforia! Già quelli della serie maggiore annoiano con le loro pretese ! Se ci si mettono anche quelli della serie cadetta con il loro mancato impegno non ci siamo proprio.
Errare umanum est, perseverare è diabolico. Alla terza sconfitta che già si approssima, qualcosa deve necessariamente cambiare, se non cambierà è meglio lasciarli a piedi come già fece qualche anno fa l’allora presidente in carica.

La mia non è una presa di posizione da Bastian contrario. Se non è possibile conseguire risultati è meglio smettere di inseguirli. Il risultato della permanenza in B si ottiene solamente giocando.
Il 2 a 1 sia della prima che della seconda partita non è disastroso, ma sta lì a significare un limite che si può superare guardando bene in faccia l’avversario con la dovuta concretezza di un gioco che deve mirare all’essenziale con moduli che altri hanno già nella mente ma che la Juve Stabia non dimostra ancora di possedere.

Dal Corriere del Mezzogiorno: Al cospetto della storia alla Juve Stabia tremano le gambe. La Juve Stabia appare fin troppo guardinga, quasi intimorita.


LE SQUADRE IN CAMPO.

Juve Stabia (3-5-1-1): Colombi; Baldanzeddu (62’ Tarantino), Scognamiglio, Fabbro; Biraghi, Scozzarella (22’ Zaza), Cazzola, Danucci (46’ Nsereko), Dicuonzo; Mezavilla; Mbakogu. A disposizione: Seculin, Zito, Davì, Raimondi. All. Piero Braglia

Hellas Verona (4-4-2): Rafael; Abbate, Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Tachtsidis, Russo, Hallfredsson, Galli (46’ Esposito); Ferrari, Gomez (83’ D’alessandro). A disposizione: Andrade, Doninelli, Berrettoni, Pugliese, Natalino. All. Alessandro Mandorlini

Arbitro: Davide Massa di Imperia

Assistenti di linea: Paolo Conca di Roma, Stefano Del Giovane di Albano Laziale

4° Ufficiale: Eugenio Abbattista di Molfetta

Note: Giornata estiva. Terreno di gioco in buone condizioni.

Angoli: 1 – 7

Recuperi: 1’ (1° T), 3’ (2° T)

Ammoniti: Fabbro (JS), Dicuonzo (JS), Russo (VR), Hallfredsson (VR)

Marcatori: 6’ Ferrari (VR), 33’ Mbakogu (JS), 37’ Hallfredsson (VR)




GLI AVVERSARI


L'Hellas Verona Football Club , più comunemente chiamato Verona, è una delle società calcistiche italiane più antiche, essendo stata fondata nel 1903 come Hellas nella città omonima. Attualmente milita in Serie B.
Il Verona, da quando esiste il girone unico (1929), è stata l'unica squadra di città non capoluogo di regione e una delle poche squadre fuori dal calcio di vertice (insieme al Cagliari e alla Sampdoria) a vincere un campionato di Serie A, nella stagione 1984-1985. Gli anni ottanta furono - tra l'altro - il periodo di maggiori soddisfazioni sportive per il club, che, a parte il citato scudetto, arrivò tre volte alla finale di Coppa Italia (1975-1976, 1982-1983 e 1983-1984). Inoltre dal 1983 al 1988 il Verona disputò diverse partite nelle coppe europee, con una partecipazione alla Coppa dei Campioni e due alla Coppa UEFA.
I gialloblù hanno partecipato a 24 campionati di Serie A, a 50 di Serie B e a 6 di Lega Pro. Il club scaligero è inoltre la seconda squadra (alle spalle del Brescia) con più presenze nel campionato cadetto, torneo che si è aggiudicato per tre volte (1957, 1982 e 1999), risultando così una delle poche società ad aver vinto sia il titolo di Serie B che quello di Serie A.
Tutti questi grandi risultati, storici per una squadra di provincia, hanno dato vita ad un legame fortissimo fra la tifoseria veronese e la squadra scaligera, forse unico nel suo genere.[1][2]
I colori della squadra, giallo e blu, riprendono quelli dello stemma di Verona (croce oro su sfondo azzurro). Soprannomi della squadra sono i mastini e gli scaligeri, entrambi con riferimento a Mastino della Scala della Signoria Della Scala, che governò la città durante il tredicesimo e il quattordicesimo secolo. Lo stemma araldico degli Scaligeri è rappresentato sulla tenuta di gioco e sul marchio societario come un'immagine stilizzata di due possenti mastini rivolti in direzioni opposte. In pratica il termine "scaligero" è sinonimo di Veronese, e perciò viene comunemente usato per descrivere cose e persone in relazione con Verona.



Immagine dei fondatori dell'Hellas Verona


Nel 1903 un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei fondò un club e lo battezzò Hellas (che è il nome con cui i Greci chiamano la loro nazione) su proposta del professor Decio Corubolo, per l'appunto insegnante di greco.
In questo periodo il calcio si giocava a livello professionale solo in Piemonte, Lombardia e Liguria (non a caso le prime società a vincere il titolo di campione d'Italia furono Genoa, Milan e Juventus). La maggior parte dei veneti in generale era indifferente a questo sport. Tuttavia, quando nel 1906 due squadre di Verona scelsero come stadio l'anfiteatro romano della città, l'entusiasmo e l'interesse del pubblico cominciarono ad aumentare.

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